Giugiaro: la sfortuna di Lancia è stata Fiat. Agnelli a Delta preferiva Ritmo

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Giorgetto Giugiaro è uno dei più grandi designer di auto. Autore di alcune delle vetture più belle e iconiche di tutti i tempi. Non a caso nel 1999 è stato insignito del titolo di Car Designer del Secolo.

Oltre 200 auto portano la sua firma. Ricordiamone qualcuna. Dalle Fiat Panda e Uno alle Volkswagen Golf e Passat, dall’Alfa Romeo Giulia Sprint GT, Alfasud, Alfetta GT/GTV, Brera alla Bugatti EB 118.

E alla mitica Lancia Delta, che da poco ha festeggiato i 40 anni dalla nascita.

Lancia Delta 1.3-1.5 (1979-1982)
Lancia Delta 1.3-1.5 (1979-1982)

A questo proposito Giugiaro ha rilasciato una interessante intervista a Leonardo Di Paco di Cronacaqui, che riportiamo.

Nel giorno del quarantennale di una delle vetture più iconiche della storia, la Delta, il suo creatore, il visionario designer e Cavaliere del Lavoro Giorgetto Giugiaro, ha scelto CronacaQui per parlare della gloria offuscata del marchio Lancia e di quella di un territorio che sembra aver smarrito lo slancio di un tempo.

Cavaliere, era il 13 settembre del 1979 quando al Salone di Francoforte venne presentata al mondo quella considerata una della auto più di successo della Lancia.

«Quel giorno ero presente e assieme a me c’era anche il dottor Umberto Agnelli. Sa cosa mi disse quando vide la Delta per la prima volta?»

Cosa le disse?

«Mi disse che la Fiat Ritmo gli sembrava una macchina più avanzata, diciamo che non l’apprezzò moltissimo. Il paragone lo fece perché la Delta nacque utilizzando proprio il telaio della Ritmo con delle varianti dettate dai responsabili Lancia che volevano una vettura più sportiva».

Lancia Delta HF Integrale 16V (1989-1991)
Lancia Delta HF Integrale 16V (1989-1991)

Di certo si sarà ricreduto. Oggi che effetto le fa vedere la Lancia relegata ai margini del gruppo Fca?

«Da creativo mi fa piangere il cuore vedere questo marchio che tutti ci invidiavano così snobbato. Lo hanno lasciato andare senza orgoglio».

Sulle pagine del nostro giornale il professor Giuseppe Berta ha detto che per rilanciare Lancia l’unica soluzione sarebbe investire massivamente sul brand e ha anche affermato che questo sarebbe possibile solo se Fca la vendesse…

«L’apparato Fiat non è mai stato determinato nei confronti di Lancia, hanno sempre pensato di realizzare le vetture con un occhio di riguardo al portafoglio e adottando un atteggiamento sbrigativo sia nel design che nello sviluppo, soprattutto dalla Thema in poi».

Un marchio sfortunato…

«La vera sfortuna della Lancia è essere finita nelle mani della famiglia Agnelli. Dico questo perché sembra che non abbiano mai avuto la percezione di quanto Lancia dovesse essere trattata con cura»

Può essere salvata?

«Ormai i grandi gruppi finanziari non badano più al valore storico di un brand, soprattutto in casi come questo dove il prestigio è solo un lontano ricordo. Speriamo almeno che l’errore commesso con Lancia non si ripeta con Alfa Romeo, un altro marchio favoloso che però non ha più né i mezzi né l’orgoglio di un tempo».

Giorgietto Giugiaro Alfa Romeo Brera
Giugiaro e Alfa Romeo Brera concept

Nel corso degli ultimi quarant’anni, poi, la geografia dei colossi dell’auto è radicalmente cambiata. Torino e la Fiat, un tempo, venivano considerati l’eccellenza assoluta. Era davvero così, Cavaliere?

«Quando nella metà degli anni ’70 la Volkswagen mi incaricò di progettare la Golf come erede del Maggiolino, in fabbrica tenevano una Fiat 128 tutta smontata per studiarla. Allora l’azienda della famiglia Agnelli era all’avanguardia e anche Torino veniva percepita da tutti come un modello di città da seguire in ottica industriale».

Lo scenario è cambiato parecchio…

«Noi ci siamo fermati. Gli altri, asiatici inclusi, sono andati avanti come razzi. Ancora oggi mi domando come sia stato possibile».

Lancia Delta HF Integrale EVO Martini gr.4 (1992)
Lancia Delta HF Integrale EVO Martini gr.4 (1992)

Ultima modifica: 19 Settembre 2019