Dieselgate, gli Usa portano in tribunale Fiat-Chrysler

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Gli Usa fanno causa a Fiat-Chrysler Automobiles per lo scandalo Dieselgate. Il Dipartimento di Giustizia Americano accusa FCA di aver equipaggiato 103.828 veicoli diesel con un software non dichiarato durante le procedure di installazione.

Si tratterebbe di infrazioni compiute fra il 2014 e il 2016 che avrebbero permesso di rilasciare emissioni inferiori durante i test condotti dall’Agenzia di protezione ambientale. Quest’ultima aveva notificato la violazione lo scorso gennaio, quantificando la possibile multa in 4,6 miliardi di dollari, ora si va in tribunale.

I pick-up Ram 1500 e le Grand Cherokee sono i veicoli incriminati. In una nota, FCA si è detta “contrariata dalla decisione” del Dipartimento di Giustizia Usa e che “intende difendersi con vigore, in particolare contro ogni accusa che la società abbia adottato qualsivoglia disegno deliberatamente diretto ad installare impianti di manipolazione per aggirare i test sulle emissioni negli Stati Uniti“.

Comunque, “nonostante questa azione giudiziaria, la società continuerà nel proprio impegno a collaborare con l’EPA e il CARB per risolvere le preoccupazioni delle autorità in modo rapido e amichevole“. La notizia della causa ha avuto immediate ripercussioni anche in Borsa, dove il titolo FCA ha chiuso con in calo del 4,1% ieri.

Alla Volkswagen, che venne accusata di avere imbrogliato sulle emissioni per un periodo di sei anni, lo scandalo Dieselgate è costato 20 miliardi di dollari nei soli Stati Uniti.

Ultima modifica: 24 Maggio 2017