Di cosa è morto Niki Lauda, pilota di F1

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La vita di Niki Lauda è stata tanto affascinante e di successo almeno quanto sofferta: Niki Lauda è nato ricchissimo ma ha dovuto lottare molto per essere accettato dalla sua famiglia di origine che non gli ha mai perdonato la scelta di fare il pilota professionista invece che occuparsi dei notevoli interessi finanziari e immobiliari della famiglia.

Quando la sua vita sportiva era lanciata verso l’immortalità a bordo della sua Ferrari 312T Lauda ha conosciuto molto da vicino la morte: era il 1 agosto del 1976. Lauda, uomo molto duro che non amava scendere a compromessi e che prendeva estremamente sul serio la sicurezza dei mezzi e delle piste, aveva litigato furiosamente prima del via della gara del Nurburgring perché riteneva il circuito troppo lungo e poco servito dai mezzi di soccorso oltre ad avere troppe curve cieche. All’ingresso del rettilineo che portava verso la Bergwerk la sua Ferrari si schianta ed esplode prendendo fuoco immediatamente: il primo a gettarsi tra le fiamme per togliergli le cinture è Arturo Merzario, proprio uno dei piloti con cui aveva litigato. Ci vogliono lunghissimi minuti prima che i soccorsi arrivino e un elicottero lo porti all’ospedale. Lauda è incredibilmente cosciente nonostante le fiamme e i tanti gas tossici inalati.

Le ferite interne ed esterne di Niki Lauda

Le ferite esterne sono quelle che lo hanno reso famoso: il volto deturpato dalle fiamme, l’orecchio bruciato, la pelle asportata dalla coscia per ricostruire almeno in parte quella del volto. Lauda è una maschera impressionante dalla quale la moglie Marlene, appena sposata, non si scolla un attimo. Nemmeno quando il pilota austriaco decide in tutte le maniere di tornare in pista per difendere il titolo mondiale insidiato da James Hunt.

Le ustioni sono solo la cosa più brutta ed evidente ma i veri danni sono interni, in particolare ai polmoni. Lauda perde il 60% della sua capacità respiratoria: e il fatto che abbia continuato a correre e a vincere è un puro miracolo legato a una straordinaria forza di volontà e a durissimi allenamenti aerobici in palestra. Paradossalmente fino a quando Niki Lauda continua a guidare, i suoi problemi di salute rimangono un aspetto secondario.

Niki Lauda, mosso dalla curiosità di un ragazzino, salta da una macchina da corsa a un aereo senza rinunciare mai a nulla: vola per migliaia di aerei sul suo Cessna privato con cui si muove insieme alla famiglia, un Bombardier Global e diversi jet che compra, disegna, personalizza e rivende. Il tutto mentre fonda la Lauda Air, poi venduta per creare la Air Niki, accantonata per fondare la LaudaMotion.

Si dice che Niki Lauda abbia pilotato non meno di 100 modelli di aereo a motore e a jet testando personalmente anche i mezzi transoceanici. Quando nel 1991 un suo Boeing 767 nuovo di zecca precipita in Thailandia causando quasi 250 vittime sospende tutti i voli per otto mesi e inizia una lunghissima battaglia con la Boeing fino a quando si evidenzia che l’aereo era precipitato dopo l’esplosione di una valvola di un motore per un difetto di progettazione. “Non sarei mai potuto morire con il dolore di aver provocato delle vittime” disse Lauda presenziando a Bangkok ai funerali delle ultime 23 vittime che non furono mai identificate.

Due trapianti di reni donati dal fratello e dalla giovane moglie

In quel periodo aveva già avuto problemi: pressione alta e insufficienza renale. Problemi legati all’incidente: i polmoni ossigenano male il sangue. Questo non gli impedisce di avere due figli da Marlene, di avere diverse altre donne e un altro figlio fuori dal matrimonio, di fidanzarsi con Birgit, splendida donna che faceva parte del team di Hostess della Fly Niki e di continuare il suo lavoro dirigenziale in Formula Uno e imprenditoriale con le sue aerolinee.

Nel 1996 i medici gli dicono di darsi una calmata: un suo rene non funziona quasi più e l’altro è seriamente compromesso: il fratello Florian gli dona il suo rene, ma non basta. Nel 2005 servono un altro donatore e un altro trapianto: è Birgit a donargli il secondo rene. Niki tranquillizza la moglie dicendole ‘sposiamoci, scommetti che diventi mamma immediatamente’? Birgit e Niki si sposano nel 2008 e tre mesi dopo il matrimonio la seconda signora Lauda è incinta di due gemelli.

Niki Lauda continuerà a lavorare moltissimo scrivendo libri, concedendosi per interviste, documentari e consulenze ma negli ultimi tre anni le sue condizioni peggioreranno terribilmente. Nell’agosto del 2018 subisce un trapianto di polmoni: ma sono ancora i reni a preoccupare. Ricoverato in Svizzera per una dialisi Niki Lauda perde conoscenza domenica 19 e muore a 70 anni nella mattina del 20 maggio circondato dai cinque figli e dalle due mogli. La prima, Marlene, porterà sulla bara il suo casco rosso della Ferrari e la tuta da gara con cui verrà sepolto, la seconda gli metterà al posto il suo orologio preferito e un paio di occhiali Aviator dai quali era inseparabile.

Ultima modifica: 13 Giugno 2019