Conto da 5 miliardi per chi guida e vola tra ecotasse, imposte e accise

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Saranno pure green, ecologicamente corrette, decise in nome e per conto della difesa del Pianeta. Ma, al di là delle buone intenzioni, quando si passa dalla teoria al portafoglio, la svolta ambientalista del governo potrebbe costare cara ai contribuenti italiani.

Fra ecotasse, imposte su merendine e biglietti aerei, aumento delle accise dei carburanti, la stangata potrebbe infatti superare la soglia dei 5 miliardi di euro nel 2020 e raggiungere i 19 entro il 2040.

Rifornimento jet passeggeri

Tanto che, nelle associazioni dei consumatori, già sono scattati i primi campanelli di allarme. E non manca chi stima un impatto sulle famiglie di oltre 200 euro l’anno in media.

Siamo sul terreno delle ipotesi, le misure concrete arriveranno solo con la prossima legge di bilancio. Nel mirino dell’esecutivo ci sono prodotti e servizi potenzialmente dannosi per l’ambiente e per la salute. A cominciare dalle merendine consumate dai ragazzi.

L’idea, partorita dal ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, è quella di introdurre una nuova imposta non solo sui dolciumi confezionati ma anche, ad esempio, sulle bibite gassate.

Sempre sotto la bandiera della difesa dell’ambiente, l’esecutivo potrebbe introdurre una nuova tassa sui voli. Un modo per colpire gli aerei che bruciano carburante ad alto indice di inquinamento.

L’aumento potrebbe essere di un euro per i voli nazionali e di 1,5 euro per quelli internazionali. Il tutto per recuperare i 3 miliardi di euro necessari per finanziare l’università e la ricerca.

Il Codacons spara a zero sulle nuove imposte

«Una follia  siamo ormai al fanta-fisco. Già oggi l’Italia è al secondo posto in Europa per numero di tasse applicate sui biglietti aerei, superata solo dalla Gran Bretagna. In alcuni casi, le imposte superano addirittura il costo dei voli stessi».

Conto da 5 miliardi per chi guida e vola tra ecotasse, imposte e accise

Ma i danni più pesanti potrebbero subirli gli automobilisti

La nuova manovra allo studio del governo sui cosiddetti Sad, sigla che sta per Sussidi ambientalmente dannosi, rischia di penalizzare soprattutto i possessori di automobili Diesel.

Sarebbe prevista una revisione delle attuali accise, che allineerebbe il prezzo del gasolio con quello della super. Per i 17,3 milioni di possessori di vetture a gasolio il pieno, secondo i calcoli del Codacons, aumenterebbe di 5,15 euro, per una stangata di 130 euro all’anno.

Ma a fare le spese del nuovo sistema di tassazione, che penalizza i prodotti più inquinanti, sarebbero gli autotrasportatori. Che si vedrebbero ridurre del 10% le tariffe agevolate di cui attualmente dispongono. E perfino gli agricoltori, l’aumento delle imposte riguarderebbe anche il diesel utilizzato nei campi.

Per i consumatori la nuova manovra green peserebbe sul portafoglio degli italiana per 2,25 miliardi di euro. In totale i sussidi dannosi valgono circa 19,3 miliardi di euro all’anno.

La ‘fetta’ su cui il governo vuole incidere è di 5 miliardi, per un prelievo extra, a carico dei consumatori, che si aggirerebbe attorno al 10% della cifra che ora non viene incassata dallo Stato.

A tutto questo occorre aggiungere i costi della cosiddetta ecotassa, entrata in vigore dal primo marzo scorso. Che prevede un bonus di 6mila euro per chi acquista un auto elettrica e un malus di 2.500 euro per i modelli tradizionali e più inquinanti. E presto per fare i calcoli ma i produttori prevedono un danno di circa 500 milioni.

Antonio Troise

Alfa Romeo Giulia Veloce Diesel

Ultima modifica: 22 settembre 2019