Perché affidarsi alla casa automobilistica Lamborghini

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La risposta sorge spontanea: si sceglie di affidarsi alla casa automobilistica Lamborghini, perché Lamborghini è sinonimo di garanzia di qualità, fa rima con alte potenze, con sogno che si avvera. Si tratta infatti di un marchio mito, di un marchio icona, che ha segnato la storia dell’automobilismo non soltanto italiano, ma anche internazionale. A bramare un’auto della casa automobilistica Lamborghini, infatti, non sono soltanto li italiani, ma gli appassionati di tutto il mondo. Certo non si tratta di auto alla portata di tutti: al contrario, quando si parla di persone che hanno il piacere di guidarne una, il riferimento è a pochissimi eletti.

Ma perché, chi può, si affida alla casa automobilistica Lamborghini? Scopriamo insieme la storia di questo prestigioso ed esclusivo marchio Made in Italy. Non mancherà qualche curiosità.

Lamborghini: una lunga storia

Il nome di battesimo dell’ideatore del marchio Lamborghini è Ferruccio. Il cognome, inutile dirlo, è naturalmente Lamborghini. Ed è il 1963 quando prende vita il progetto che porterà alla nota casa automobilistica. Ovviamente questo non può che prendere vita in quella che, senza falsa retorica, è ancora oggi la culla dell’automobilismo italiano (e non solo). Siamo infatti in Emilia Romagna, precisamente nella provincia bolognese, a Sant’Agata. Ferruccio è un ingegnere meccanico, con la passione non soltanto delle auto, ma di tutti i mezzo di trasporto: per esempio, l’ingegner Lamborghini si diletta anche nel progettare elicotteri. Ma per concretizzare la sua passione, nel 1963 si dà alle auto sportive: in quell’anno nasce la “Automobili Ferruccio Lamborghini spa”.

Non solo auto

Ad essere precisi, però, la storia del marchio Lamborghini ha in realtà un altro esordio, che poco ha a che fare con le grandi velocità. Nel 1948 – siamo quindi del post bellico, quando in Italia inizia a respirarsi una sana aria di ripresa e di scommessa per il futuro – Ferruccio Lamborghini fonda una casa che costruisce trattori agricoli. La Lamborghini, appunto. In questo modo pone un tassello per quella che sarà una gloriosa storia, quella della meccanizzazione agricola italiana, ancora ai primi posti delle classifiche mondiali. Ma questa, appunto, è un’altra storia: circa 20 anni dopo la divisione trattori verrà venduta a un’altra casa che ha fatto (e che continua a fare) la storia della meccanica agricola. Si tratta della Same di Treviglio (Bg). Detto questo, Si sappia solo, ai fini di voler ricostruire il passato della nota casa automobilistica, che gli esordi non sono in pista.

Per pochi, pochissimi

Quello delle auto Lamborghini è un successo planetario: un successo dovuto (anche) a strategiche collaborazioni con altri personaggi illuminati, uno su tutti il designer Bertone, a cui non può non essere affiancato il nome del progettista Bizzarrini, colui che si occupa dei propulsori.

Non solo, per riconoscere tutti i meriti dovuti, non si può non menzionare Paolo Rambaldi colui che studiò e ideò il marchio. Il marchio che, come è noto, evoca il segno zodiacale del fondatore di Lamborghini. Il toro che, infatti, all’interno dello scudo rosso bordato di nero evoca aggressività, voglia di vincere. Naturalmente, per stare al passo con i tempi, negli anni il marchio subirà una serie di restyling, fino ai più recenti, conseguenza diretta della cessione delle quote al gruppo Chrysler (siamo nel 1987) e dell’acquisizione di Audi (siamo nel 1998). In tutte queste vicissitudini, va detto, la casa automobilistica Lamborghini non ha mai perso quel senso di esclusività: si tratta infatti di automobili che non sono mai state alla portata di tutti ma che, al contrario, hanno contribuito a disegnare lo status symbol di chi le ha possedute.

Come tutte le case automobilistiche e, più in generale le industrie che sono nate subito dopo la fine delle guerre mondiali per mano di un fondatore, anche Lamborghini ha subito una serie di vicissitudini. La più recente è sicuramente quella legata al marchio tedesco Audi, che è riuscito a risollevarne le sorti. Ma nelle ultimissime battute – occorre tornare indietro più o meno di un anno, un anno e mezzo – il nome di Lamborghini si è legato a un altro big delle grandi velocità: stiamo parlando di Porche. E’ vero che siamo sempre nell’ambito del Gruppo Tedesco Volkswagen, ma è anche vero che il binomio Lamborghini – Porche non è passato senza dubbio inosservato. Anche perché – mentre Lamborghini si celava dietro un silenzio stampa – i rumor e le voci dei più informati dicevano che Lamborghini, passando da Audi a Porche, avrebbe affiancato altri nomi altisonanti delle grandi potenze, come Bentley e Bugatti.

Sogno che diventa realtà

Detto questo, a proposito di grandi potenze e di marchi che hanno fatto la storia dell’automobilismo, quando si parla di Lamborghini non si può non fare un cenno al marchio antagonista: Ferrari. Sì, proprio così: Lamborghini e Ferrari, i loro fondatori, coloro che negli anni hanno scelto o l’una o l’altra, sono infatti stati protagonisti di una sorta di competizione, di sfida.

Soprattutto ai tempi che furono, difficilmente potevano piacere entrambe le case automobilistiche: gli appassionati infatti si schieravano. In ogni caso, non importa quale dei due marchi fosse il prediletto: per chi riusciva a mettere le mani sul volante di una o dell’altra, si trattava comunque del coronamento di un grande sogno. In fondo, non è così ancora oggi?

Ultima modifica: 6 Settembre 2019