Matrimonio tra FCA e Renault, il governo francese alza il tiro

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E? gloria delle richieste governative sulla strada del «matrimonio tra uguali» che stanno cercando di celebrare Fiat-Chrysler, presieduta da John Elkann, e Renault, guidata da Jean-Dominique Senard. Da un lato la Francia, che per bocca del ministro delle Finanze Bruno

Le Maire ha chiesto a John Elkann, in una serie d’incontri nel fine settimana, di portare il quartier generale operativo del nuovo gruppo a Parigi, un dividendo straordinario per i soci di Renault e un posto in cda per il governo, primo azionista del campione automobilistico nazionale con il 15% del capitale.

Le Maire avrebbe chiesto anche rassicurazioni sul mandato di Senard, che è stato indicato come possibile ad del gruppo post-fusione, mentre Elkann diventerebbe presidente di tutto il gruppo, almeno per i primi quattro anni. Le richieste della Francia sono oggetto di valutazione da parte del gruppo italo-americano, che sarebbe disponibile solo a piccoli ritocchi al suo piano, in attesa del cda di Renault, che oggi dovrà dare una risposta alla proposta di fusione.

Fusione FCA Renault
Fusione FCA Renault, la proposta

Il Governo italiano su FCA-Renault

Dall’altro lato ieri si è fatta sentire sentire anche l’Italia, per mettere qualche paletto soprattutto sul lato occupazionale, che in Italia coinvolge oltre 30mila lavoratori Fca. «Di fronte a un’importante operazione di mercato, non spetta al Governo orientare, però sicuramente al Governo spetta la premura che si conservi il livello occupazionale, anche dell’indotto», ha ammonito il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Gli ha fatto eco il vicepremier Luigi di Maio: «Diamo per scontato che si salvaguardino prima di tutto i lavoratori e che, piuttosto, attraverso il mantenimento e il potenziamento del piano di investimenti sugli stabilimenti italiani, questi aumentino nel prossimo futuro». Una prima risposta sul fronte dell’occupazione, del resto, era già stata data nella nota diffusa dal gruppo italo-americano, che ha sottolineato come non ci saranno chiusure di stabilimenti. Intanto, in Borsa, Fca e Renault sono andate in testacoda: il campione francese è salito in apertura dell’1,9%, mentre Fca ha ceduto subito l’1,7%, per chiudere a -0,5%.

La proposta in discussione tra Fca e Renault agita anche i partner della casa francese in Giappone, Nissan e Mitsubishi: la fusione, se realizzata, «altererebbe significativamente la struttura del nostro partner, Renault. Ciò richiederebbe una revisione fondamentale della relazione esistente tra Nissan e Renault», precisa in una dichiarazione il ceo di Nissan, Hiroto Saikawa.

«Dal punto di vista della protezione degli interessi di Nissan, analizzeremo e prenderemo in considerazione i rapporti contrattuali esistenti e il modo in cui dovremmo operare in futuro».

Il futuro di un colosso

Con la fusione tra FCA e il gruppo Renault nasce il terzo costruttore automobilistico al mondo, alle spalle dei gruppi Volkswagen (10,8 milioni di auto vendute) e Toyota (10,3). Se l’alleanza venisse in seguito estesa a Nissan-Mitsubishi, attualmente al quinto posto della classifica mondiale, il nuovo gruppo balzerebbe al primo posto con 15,6 milioni di vetture vendute, in netto distacco dall’azienda di Wolfsburg e dalla casa giapponese.

Elena Comelli

Ultima modifica: 4 Giugno 2019