Idrogeno verde, la Ue spinge sull’industria e le infrastrutture

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E’ partita in Europa la corsa all’idrogeno verde. La Commissione europea ha approvato già due progetti per l’idrogeno, il primo da 14,2 miliardi e il secondo da 12,2 miliardi, che serviranno a rafforzare la posizione dell’Ue in un settore cruciale per la transizione energetica. Il secondo piano Ipcei (Importante progetto di comune interesse europeo), appena lanciato, riguarda 35 iniziative, 29 società e 13 paesi, fra cui l’Italia.

«Il nostro primo progetto nel campo dell’idrogeno, presentato in luglio, riguardava la mobilità. Questa volta ci concentriamo sulle infrastrutture e l’industria. Tra le altre cose, l’obiettivo sarà di produrre in modo ecologico cemento, acciaio o vetro. Autorizziamo l’uso di denaro pubblico per 5,2 miliardi di euro a cui si aggiungerà denaro privato per sette miliardi di euro», ha spiegato la vicepresidente della Commissione, Margrethe Vestager.

Quattro le aziende italiane coinvolte in questa seconda tranche

NextChem, RINA-CSM, SardHy Green Hydrogen e South Italy Green Hydrogen. Al piano precedente, invece, partecipano sei italiane: Ansaldo, De Nora, Enel, Fincantieri, Alstom Italia e Iveco Italia.

«L’aggressione militare non provocata e ingiustificata della Russia contro l’Ucraina ha solo sottolineato la necessità che l’Europa diversifichi le sue fonti energetiche e faccia avanzare rapidamente la transizione verde – ha detto Vestager –. «Tra le molte tecnologie richieste, l’idrogeno si rivela una componente indispensabile per la diversificazione delle fonti di energia e la transizione verde», ha aggiunto la commissaria danese.

Negli ultimi anni l’UE ha approvato progetti finanziati congiuntamente nei settori delle batterie, della microelettronica e delle infrastrutture, definendoli come Ipcei e quindi rendendoli soggetti a norme più flessibili sugli aiuti di Stato. Nell’ambito di questa strategia, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato nel suo recente discorso sullo Stato dell’Unione la nascita di una banca per l’idrogeno.

«Stiamo studiando la possibilità di creare una banca che possa garantire a chi produce idrogeno un prezzo minimo di acquisto sul mercato. In altre parole, la banca verserebbe al produttore l’eventuale differenza tra il prezzo minimo e il prezzo realmente ottenuto. Vogliamo incentivare la nascita del mercato», ha spiegato Vestager. L’esecutivo comunitario ha preannunciato che la nuova banca avrà un capitale di tre miliardi di euro, «possibilmente denaro europeo e denaro nazionale», ha aggiunto la commissaria. Più in generale, grazie agli Ipcei l’obiettivo della Commissione europea è di permettere il sostegno pubblico in campi dove la mano privata non ha sufficienti mezzi: «Vogliamo trasparenza negli aiuti di Stato. Non amiamo i sussidi nascosti che influenzano la libera concorrenza».

di Elena Comelli

Ultima modifica: 26 Settembre 2022