Fuji, la delfina salvata dalla tecnologia F 1

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Siamo a Okinawa, l’isola a sud di Tokio.
La delfina di nome Fuji, trent’anni e tre figli, che vive da ventotto anni all’Okinawa Churaumi Aquarium, nel 2002 viene colpita da una malattia, che rende necessaria l’amputazione della sua pinna. Il mammifero non e’ quindi piu’ in grado di nuotare liberamente.

Il suo veterinario ha un amico alla Bridgestone. Gli racconta la vicenda.
Cosi’, gia’ nel dicembre 2002 si comincia a lavorare allo sviluppo di una pinna artificiale.
Nel settembre dell’anno successivo e’ pronto il primo prototipo, ma ci sono ancora molti problemi. Non e’ semplice infatti disegnare la protesi e renderla compatibile con la pelle dei delfini, che presenta non poche somiglianze con la nostra.

Dopo due anni e ben dieci prototipi pero’, per la soddisfazione dei tecnici Bridgestone e la gioia di tutti coloro che le sono affezionati, Fuji e’ tornata a nuotare.

La nuova pinna e’ in silicone, materiale che e’ risultato essere fisiologicamente compatibile con i tessuti biologici del delfino.
Nei punti piu’ delicati, quelli in cui la protesi aderisce al corpo del mammifero, e’ stata inserita una speciale mousse di gomma.
Gli ingegneri Bridgestone hanno analizzato il movimento della pinna in tre dimensioni con L’F.E.M. (“Finite Element Method”), lo stesso utilizzato per disegnare i pneumatici.

Ultima modifica: 16 Novembre 2017