Gm: in dubbio la continuita’ dell’azienda

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Il colosso Usa dell’auto mette una seria ipoteca sul suo futuro e parla di <<dubbi sostanziali>> sul <<going concern>> dell’azienda

Il colosso Usa dell’auto mette una seria ipoteca sul suo futuro e parla di “dubbi sostanziali” sul “going concern” dell’azienda, cioe’ sulla capacita’ del gruppo di garantire la sua “continuita’”. Al momento General Motors non ha la possibilita’ di ripagare i propri debiti e potrebbe divenire presto insolvente senza ulteriori aiuti. Nel rapporto annuale presentato alla Sec, Gm afferma: ”Se non otteniamo fondi sufficienti per qualsiasi motivo, non saremo in grado di continuare come ‘going concern’ (principio di continuita’ aziendale; attivita’ in grado di operare senza intenzione o minaccia di liquidazione in un futuro prevedibile, di solito 12 mesi) e potremmo essere costretti a ricorrere al Bankruptcy Code statunitense”. Secondo gli analisti le preoccupazioni espresse dalla societa’ di consulenza Deloitte & Touche sulla continuita’ di Gm non e’ un segno di bancarotta imminente, ma potrebbero voler dire che senza una significativa ristrutturazione Gm potrebbe trovarsi a dover fronteggiare una possibile bancarotta. Gm potrebbe far ricorso al Chapter 11, cioe’ all’amministrazione controllata e a un concordato preventivo, e si pone come obiettivo quello di risolvere la crisi dell’impresa attraverso un piano di riorganizzazione: il Chapter 11 e’ volto al soddisfacimento dei creditori ma anche alla conservazione dell’attivita’ dell’impresa in crisi. Il Chapter 7, invece, riguarda il fallimento vero e proprio che sfocia nella liquidazione totale dei beni dell’impresa, mentre il Chapter 13 riguarda le procedure che coinvolgono privati individui con debiti di importo relativamente limitato.

Ultima modifica: 16 Novembre 2017