Il fascino di Ginevra per vincere la paura | VIDEO

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Anche Ginevra fa la conta degli assenti. Il Salone più importante del mondo, la vetrina più ambita dalle case automobilistiche, avrà defezioni di peso. Ford, Volvo, Jaguar Land Rover, Opel, DS, Hyundai.

Sportive in prima fila

Eppure fra il 7 e il 17 marzo, sotto le volte del Palexpo, si respirerà quel profumo inebriante che soltanto il salone ginevrino sa dispensare. Intanto una parata di supercar, con Ferrari e Lamborghini in prima fila. Ma anche Porsche 911 Carrera Cabrio, Aston Martin Lagonda elettrica e Polestar 2, marchio di lusso di Volvo.

Porsche 911 Cabrio
Porsche 911 Cabrio

Poi una spruzzata di nostalgia e di vintage a motore. Con venti esemplari di Abarth storiche per festeggiare i 70 anni del marchio italiano. E ancora tanto elettrico (con il debutto di Honda Urban Ev) e una passerella del design estremo, declinata sulle vetture supersportive. In più una proiezione ragionata sull’auto del futuro, iperconnessa e automoma. Raccontata in un convegno organizzato in collaborazione con l’IFA di Berlino, la fiera dell’elettronica tedesca che fa il verso al Ces di Las Vegas.

Con 180 espositori e 79 anteprime mondiali e una superficie espositiva di 70 mila metri quadrati, distribuita su 7 padiglioni, Ginevra rinnova il suo mito di vetrina dell’auto mondiale. Resiste quel profumo sottile di grandeur. Quell’aura di nobiltà che il salone svizzero si porta dietro, celebrando la sua edizione numero 89.

Ma l’intera organizzazione, a cominciare dal presidente Turrettini, si rende conto che l’aria che si respira oggi nel mondo dell’automotive è diversa. Che le politiche di investimento sono mutate. Che il salone deve guadagnare in flessibilità. Negli spazi e nella capacità di rispondere alle esigenze dei clienti-investitori.

Sta proprio qui la grande sfida di domani

Se Ginevra vuole rinnovare i suoi fasti, se vuole impedire che ciascuna casa automobilistica metta in piedi eventi collaterali o saloni monomarca, deve dar prova di una nuova capacità manageriale. Dovrà essere un Salone meno ingessato. Più aperto al mondo e alle novità che stanno trasformando il mondo dell’auto. Senza rinunciare mai al suo quarto di nobiltà.

Giuseppe Tassi

Ultima modifica: 25 febbraio 2019

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