BMW elettrifica la gamma, da Serie 3 a Serie 7

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BMW a Ginevra mette in vetrina tutto il lavoro fatto in questi anni, e quello che resta da fare, sul fronte della mobilità sostenibile. A partire della nuova Serie 3 ibrida plug-in che arriverà a luglio, con 60 km di autonomia in elettrico e una potenza di 252 cv (che diventano 293 con l’Xtra Boost).

Per non parlare della serie 3 Touring o della nuova X5 ibrida plug-in, che vanta addirittura un’autonomia di 80 km in elettrico, con una potenza di 394 cv, 0-100 km/h in 5,6 secondi, fino alla serie 7, l’ammiraglia disponibile in versione standard (5,12 metri) e passo lungo (5,26 metri), pure essa disponibile in versione plug-in da 394 cv.

BMW 745e
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E non manca la supersportiva, la M5 Competition, da 625 cv, 305 km/h e 0-100 km/h in 3,3 secondi. Insomma ce n’è di carne al fuoco. «Proseguiamo in quel percorso di leadership – spiega Sergio Solero, presidente e ad di Bmw Italia – iniziato sei anni fa con i3 e i8. Oggi abbiamo una vettura ibrida plug-in in ogni segmento della nostra gamma, dalla Mini Countryman fino alla serie 7. E continuiamo a migliorare il sistema del powertrain, ora le nostre batterie arrivano a 120 Ah (Ampere ora), contro i 60 delle generazioni precedenti; stesso discorso per le vetture ibride plug-in che arrivano, con la nuova X5, a 80 km di autonomia in solo elettrico. La X5 è la prima vettura che offriamo ai clienti con 4 diverse motorizzazioni, benzina, diesel, ibrida plug-in ed elettrica (che arriverà nel 2020 con un’autonomia di 400 km). Entro il 2025 avremo 25 modelli elettrificati, di cui 12 full electric».

BMW-330e
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«Questa è la dimostrazione – continua Solero – della volontà del Gruppo Bmw di mantenere la barra a dritta qualsiasi cosa succeda. Non solo in Italia, dove ci stiamo svegliando solo adesso sulla mobilità elettrica e stiamo iniziando ad affrontare temi come le infrastrutture di ricarica e i supporti, non solo economici, agli acquirenti di auto elettriche, come l’accesso nei centri storici o altre agevolazioni fiscali e assicurative. In Italia, Bmw già nel 2018 ha chiuso con una vettura venduta su 4 elettrica o plug-in».

Ma innovazione, per Bmw, non significa solo prodotto. Negli ultimi anni il gruppo bavarese ha chiuso una serie di accordi con altri gruppi automobilistici su vari fronti, in previsione di trasformazioni epocali e investimenti colossali. Ha suscitato molto interesse l’accordo con il rivale tedesco di sempre, il gruppo Daimler (Mercedes). «Già nel 2016– spiega il numero uno di Bmw Italia – individuammo 4 aree prioritarie d’intervento, guida autonoma, connessione permanente, elettrificazione e servizi in sharing. Su quest’ultimo punto abbiamo creato una joint venture alla pari con Daimler Ag, investendoci un miliardo di euro, mezzo miliardo a testa. Cinque i settori d’intervento comune. Prima di tutto il car sharing con Share now, che andrà a sostituire Drive now e Car to go. Già da ora i rispettivi clienti della due vecchie piattaforme hanno accesso a tutti i mezzi dispobili. Per esempio a Milano, dove ci sono 500 tra Mini e Bmw con Drive now e 800 Smart con Car to go, il cliente ha acesso a 1.300 mezzi. Non solo. Le città da 10 diventano 30 in tutta Europa, così il milanese che va a Berlino, Parigi o Monaco, può utilizzare la stessa app e lo stesso servizio. Secondo, Free now, il nuovo servizio comune per le vetture con conducente in molte città del mondo; terzo, Reach now, per la prenotazione e il noleggio multimodale non solo di vetture, ma anche treni, aerei, biciclette eccetera; Park now, non ancora operativo in Italia, per trovare e prenotare il parcheggio a distanza anche dalla stessa auto; e infine Charge now, appena lanciata dal 1° marzo, per avere accesso con un’unica app alle colonnine di ricarica sul territorio nazionale e all’estero senza dover sottoscrivere diversi contratti con i vari operatori energetici».

Cesare Paroli

BMW X5 xDrive45e
BMW X5 xDrive45e

Ultima modifica: 15 marzo 2019

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