Jimny scala il successo, Vitara diventa più grintosa nel fuoristrada

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Anche nel mondo automobilistico ci sono fenomeni che sanciscono il successo o meno di un modello. Il caso della piccola 4×4 di Suzuki, la Jimny, da noi meglio conosciuta come «Suzukina», è uno di questi.

Una trentina d’anni fa si cominciarono a vedere per le strade delle metropoli di pianura stuoli di signore al volante di una di queste vetture che non avrebbero mai scalato una montagna o inserito una marcia ridotta. Ma che erano molto abili a scalare i gradini dei marciapiedi per accompagnare la prole a scuola.

Insomma la Suzukina era diventata «in»… Ma c’erano anche persone che l’acquistavano perché era l’unica piccola fuoristrada in grado di portarli in alta montagna, attraverso sterrati e pietraie, per lavoro, per svago o per necessità.

In 50 anni di onorata carriera fuoristradistica, di Jimny sono stati venduti 2.854.000 esemplari. E ora, col debutto al Salone di Parigi della quarta generazione, Suzuki ritiene di poter bissare questo successo puntando proprio sull’unicità e l’eclettismo del mezzo.

Non un suv ma una vera off-road

Motore di 1.5 litri, da 102 cv, 4 ruote motrici inseribili, 4 marce ridotte, angoli da fuoristrada puro (d’attacco 37°, di dosso 28° e d’uscita 49°), cerchi di lega da 15 pollici, sospensioni ad assale rigido, telaio a traliccio rinforzato. Con tutto di serie, dallo schermo touch da 7 pollici con bluetooth, ai vari sistemi di assistenza, come cruise control, limitatore di velocità, Esp, Tpms (monitoraggio pressione pneumatici), Hill descent control.

E altri ancora definiti simpaticamente da Suzuki come: guidodritto, restasveglio, attentofrena, non ti abbaglio e occhio al limite. Il tutto per soli 22.500 euro, che salgono a 24 mila se si preferisce il cambio automatico. Unico optional è la colorazione bicolor che costa 400 euro.

Vitara da off-road

Altra anteprima di Suzuki a Parigi è Vitara, il suv medio sulla breccia dal 1988 che offre praticità e comfort con discrete prestazioni fuoristradistiche, all’occorrenza di chi vive o frequenta la montagna per necessità o svago.

La nuova Vitara è caratterizzata da un più grintoso design in cui spicca il frontale. Aggiornato con accenti cromati nella mascherina a 5 feritoie, una nota distintiva già presente sulla iV4, il concept cui si ispira questa versione del suv giapponese.

Completano il quadro i nuovi gruppi ottici posteriori dal design 3D con tre file di Led. Che rendono l’aspetto più moderno. Quanto alla meccanica, la trazione integrale è Suzuki 4WD Allgrip Select. Con tutti i sistemi di assistenza già detti per Jimny, compreso l’hill descent control.

Anche per Vitara la parola d’ordine è massima connettività e sicurezza alla guida. Al centro dell’infotainment c’è il sistema MyDrive con schermo LCD a colori da 4,2 pollici. E i motori sono turbo iniezione diretta 1.4 Boostjet da 140 cv e il nuovo e interessante 1.0 Booostjet da 112 cv. Cambio manuale a 5 o 6 marce e automatico a 6 rapporti con comandi al volante.

Cesare Paroli

Ultima modifica: 19 ottobre 2018

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