Scelta pneumatici, il gommista rappresenta sicurezza

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La professionalità ha un valore specie quando in gioco c’è la propria sicurezza. Nell’era della disintermediazione in cui tutte le informazioni, non sempre verificate, sono “a portata di un clic” e si moltiplica tra i consumatori una conoscenza “last minute” su ciò che si compra, il gommista ha ancora un ruolo importante nel consigliare un pneumatico adatto.

Secondo un’indagine realizzata da GiPA, multinazionale di ricerche di mercato dell’aftermarket automobilistico, con un’esperienza ultratrentennale nell’industria automotive e nelle analisi statistiche e di marketing, è a lui che si affidano gli automobilisti per essere certi di acquistare un prodotto di qualità e sicuro per il cambio di stagione.

I ricercatori di GiPA hanno chiesto a un campione rappresentativo di automobilisti italiani se il rivenditore di pneumatici avesse consigliato loro una specifica marca: il 55% degli intervistati ha risposto di sì.

Di questi il 91% ha seguito il consiglio del gommista mentre solo il 9% ha richiesto una marca particolare. Analizzando la ricerca più nel dettaglio si nota che le percentuali di risposte cambiano a seconda della scelta tra gomme estive o invernali.

Per quanto riguarda il primo caso il 55% degli intervistati ha dichiarato di aver avuto un’indicazione sul tipo di marca da scegliere da parte del gommista e di questi l’88% ha accettato il consiglio.

Nel caso degli invernali invece le percentuali sono state del 56% e del 95%.

Questo report mostra come, nonostante le crescenti campagne rivolte a informare i consumatori, l’ultima parola è sempre quella del gommista. Non è un caso che questa categoria continui a crescere come numero di addetti.

Infatti, stando agli ultimi dati dell’Osservatorio Autopromotec i gommisti in Italia sono cresciuti del +3,6% dal 2015 al 2018, passando da 6.497 a 6.734. Un aumento legato anche a una maggiore sensibilità da parte degli automobilisti sull’importanza di avere pneumatici in buono stato. E che ha influito anche su un aumento della spesa, in parte dovuto all’aumento dei prezzi delle materie prime, di acquisto delle gomme.

Nel solo 2018 la spesa degli italiani per l’acquisto di pneumatici è stata di circa 4,1 miliardi di euro. Incidendo per il 9,49% sulla spesa totale (43,3 miliardi di euro) sostenuta per la manutenzione e la riparazione degli autoveicoli.

Gommisti in crescita per la strategia di officina “multiservice”

Il numero di licenze di gommisti cresce presso le Camere di Commercio per un doppio effetto. Non vengono cancellate le vecchie, mentre logicamente per ricambio generazionale ci sono delle nuove aperture. E perché sempre più meccanici chiedono una licenza per l’attività gommista in una strategia di officina “multiservice”. Vale a dire la stessa officina offre tutti i servizi di assistenza, e coglie tutte le opportunità.

I gommisti possono ambire legittimamente a ribaltare la logica. E chiedere la licenza per la meccanica. Per quanto riguarda il prezzo medio degli pneumatici, l’aumento del prezzo medio va letto con lo spostamento delle scelte degli automobilisti italiani versi i corpi vettura SUV.

Questa scelta porta all’aumento nel parco di vetture con cerchi da 18, 19, 20 pollici. Mentre l’Italia era tradizionalmente un mercato con una quota importante di cerchi da 14 e 15’’.

Il 60% del parco italiano è costituito di vetture di segmento A e B. Per gli pneumatici, il prezzo non cresce in modo lineare, l’aumento sarebbe più geometrico. E quindi più SUV nel parco genera un aumento del prezzo medio degli pneumatici sostituiti. Anche gli SUV cambiano gli pneumatici. E sui diametri grandi, l’offerta medium e budget è anche meno ampia.

Ultima modifica: 3 maggio 2019