Torino città apripista in Italia per i test sulla guida autonoma

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Le sperimentazioni sulla guida autonoma sbarcano anche in Italia. Torino sembra essere la città apripista per i primi test delle auto senza conducente. L’amministrazione della sindaca Chiara Appendino ha infatti recentemente firmato un protocollo d’intesa con vari attori del settore (aziende automobilistiche, enti di ricerca, atenei, associazioni di categoria) dal titolo “Città di Torino laboratorio per la guida autonoma e connessa in ambito urbano”.

I TEST SULLE STRADE TORINESI

Questo accordo arriva a poche settimane dal decreto del Ministero dei Trasporti chiamato Smart Road (inserito nella legge di Bilancio 2018) che prevede lo stanziamento di fondi per il rinnovamento delle infrastrutture italiane votato a sviluppare una nuova mobilità connessa e tecnologicamente avanzata e che legifera anche sui possibili test su strada per i veicoli autonomi.

Il Comune di Torino darà dunque il permesso alle aziende entrate nel protocollo di mettere in circolazione sulle strade cittadine i propri prototipi e progetti, che siano mezzi a quattro ruote senza guidatore o altri tipi di dispositivi legati alla mobilità connessa, per effettuare tutti i test del caso.

Sarà ovviamente necessario attendere che l’amministrazione attui preventivamente degli interventi in termini di infrastrutture, sia tecnologiche che fisiche, per i quali verranno investite risorse alimentate proprio dal decreto ministeriale.

ITALDESIGN È TRA I FIRMATARI DEL PROTOCOLLO TORINESE

Fra i soggetti che hanno siglato l’accordo con il Comune ci sono FCA Group, GM Global Propulsion Systems, 5T, Politecnico e Università, Tim, Openfiber e Italdesign. Quest’ultimo sembra fra l’altro essere uno dei più attivi in materia: ricordiamo, ad esempio, il progetto chiamato Pop.Up Next, ossia un sistema di trasporto autonomo volante e terrestre dalla visione futuristica, sviluppato assieme ad Airbus e di cui avevamo parlato non molto tempo fa.

I RUOLI NEL PROTOCOLLO

L’assessore all’Innovazione del Comune di Torino, Paola Pisano, ha ben spiegato quali saranno i ruoli all’interno del protocollo d’intesa: “Le case automobilistiche ci diranno quali sono i parametri per il testing e noi dovremo condividere le infrastrutture sensoristiche e i dati di traffico”, aggiungendo anche che comunque “il protocollo è aperto all’ingresso di altri partner. Come 200 anni fa si era creata la filiera dell’auto, oggi Torino può provare a ripetere quel ‘miracolo’ sviluppando un settore che può cambiare il nostro modo di vivere”.

Ultima modifica: 5 aprile 2018