Porsche usa l’intelligenza artificiale per prevenire i guasti

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L’intelligenza artificiale può avere molte applicazioni nel mondo dell’automotive, fra cui quella di semplificare i servizi di assistenza ai clienti. Uno dei più recenti esempi arriva da Porsche. La casa tedesca sta infatti sviluppando un sistema di previsione dei guasti basato proprio sull’intelligenza artificiale. Attraverso sensori installati nel veicolo e un insieme di sofisticati software e algoritmi Porsche sarà in grado di creare un “gemello digitale” dell’auto, capace di monitorare lo stato delle componenti e prevenire i guasti prima che si verifichino usando i dati raccolti.

L’azienda sta lavorando al progetto da ormai tre anni, insieme agli specialisti di CARIAD, società di software indipendente di proprietà del Gruppo Volkswagen. Usando sensori incorporati in profondità all’interno dell’auto è possibile utilizzare algoritmi avanzati per l’analisi centralizzata di tutti i sistemi e delle strutture.

Il sistema è in fase di test su scala limitata: al momento si stanno facendo delle prove su un “telaio digitale”, in sostanza una versione virtuale di un vero telaio di Porsche Taycan. La tecnologia raccoglie innumerevoli dati su funzionamento, stress e usura del telaio. Questa mole di informazioni viene poi trasferita a un “cervellone” centrale nei laboratori Porsche, dove viene poi confrontata con i dati provenienti dal resto della flotta del marchio. Attraverso questo confronto un algoritmo calcola i possibili guasti, decidendo in autonomia se sia il caso o meno di avvisare il cliente per una riparazione preventiva. Il sistema garantirebbe che l’usura o il guasto non superi un certo limite, così da permettere ai tecnici di intervenire prima che i danni siano davvero irreversibili o troppo costosi.

I dati, promette Porsche, sono raccolti in forma anonima. Per ora circa la metà di tutti i clienti che possiedono una Taycan hanno accettato di prendere parte al progetto pilota. L’obiettivo è di estendere il sistema al resto del veicolo e non solo al telaio, in modo tale da ottenere un “gemello digitale” completo.

Ultima modifica: 4 novembre 2021

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