Intelligenza artificiale ed evoluzione delle auto-attrezzature

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Dal Autopromotec Blog News vi proponiamo questo interessante articolo.

In occasione dell’evento Futurmotive del 10 dicembre scorso aziende e ricercatori universitari hanno analizzato i cambiamenti che attendono il mondo delle autofficine

Che l’evoluzione delle tecnologie auto determini lo sviluppo di nuove attrezzature per autofficina è tanto ovvio quanto ricorrente. Ma che lo scenario attuale di profondi cambiamenti sia tecnologici che socio/comportamentali trovi i costruttori di auto attrezzature non solo pronti ma anche, a loro dire, precursori del cambiamento, colpisce positivamente. E’ quanto ha notato il Prof. Silvano Guelfi, del Dipartimento di Ingegneria Gestionale e della Produzione del Politecnico di Torino, nel corso del workshop sull’intelligenza artificiale applicata al settore auto che ha avuto luogo al Futurmotive di Autopromotec lo scorso 10 dicembre.

Il workshop, che ha visto la partecipazione di alcune delle maggiori aziende costruttrici di attrezzature per autofficina, si è focalizzato sull’impatto dell’intelligenza artificiale sul settore in generale e sulle auto attrezzature in particolare. Lo stesso Guelfi, nel suo prologo, ha molto ben descritto le potenzialità della nuova tecnologia come strumento per un miglior uso delle risorse ma, allo stesso tempo, ha posto l’accento sulla necessità di risolvere alcuni grandi temi a ciò connessi quali quello etico e quello giuridico.

I partecipanti al workshop hanno messo a fuoco i vari aspetti innovativi che le future (ma non molto) attrezzature presenteranno. L’enorme mole di dati processata oggi a bordo auto, fa notare Domenico Ferrara di Hella Gutmann, richiede nuovi algoritmi che i costruttori stanno già implementando sulle loro attrezzature per offrire servizi più efficienti.

Oltre alle attrezzature, anche il modello di business per l’autoriparazione sta cambiando: il cliente da proprietario sta diventando sempre di più utilizzatore dell’auto e l’assistenza si va trasformando in simulazione del comportamento; tutto questo, sottolinea Luciano Marton di Texa, richiede attrezzature native digitali.

A questo si aggiunga il fatto che la migrazione dell’auto da bene a puro strumento di mobilità, come fa notare Carlo Rocchi di Mahle, causerà la migrazione dell’assistenza da pura riparazione a prevenzione del guasto. Manutenzione programmata: e questo richiede, oltre a un nuovo modo di progettare le apparecchiature, la completa disponibilità delle informazioni di manutenzione e riparazione da parte dei costruttori di auto. Dati e informazioni tecniche di riparazione e manutenzione: annoso problema dell’intero settore che ha da tempo a che fare con una proliferazione di formati dati, protocolli e standard di comunicazione diversi e incompatibili.

L’intelligenza artificiale, con le sue tecnologie di apprendimento automatico, su questo può dare una grossa mano, sostiene Roberto Nicolini di Nexion, aiutando lo sviluppo di attrezzature connesse e così evolvendo e qualificando il servizio. L’interconnessione tra apparecchiature, officina, auto, cliente e costruttore, anche a giudizio di Marco Codeluppi di Beissbarth, è la chiave con cui ottenere rinnovati e più efficienti servizi di autoriparazione in uno scenario di libera concorrenza.

Il tema della sicurezza stradale


Un argomento di primaria importanza per tutti i partecipanti è risultato essere quello della sicurezza stradale che, per assurdo, più l’auto è evoluta, più diventa vitale accertarla. Si è notato come ormai si debbano urgentemente introdurre nelle revisioni nuovi test di verifica dei sistemi elettronici di sicurezza. Purtroppo però in questo assistiamo ad un pesante ritardo del legislatore.

Sono già disponibili in Europa i risultati di studi e sperimentazioni di nuovi test basati su tecnologie già esistenti ma, per far sì che questi test di nuova generazione vengano adottati, sono necessarie una sensibilizzazione della politica ed una rinnovata collaborazione da parte dei costruttori di auto.

Lo scenario complessivo che ne viene fuori, come conclude Guelfi, è quello di un’industria estremamente reattiva fatta di imprese che sembrano anticipare il futuro. Resta comunque necessario un grosso lavoro da fare su standard e regole comuni per il sistema economico a tutela della libera concorrenza e della sicurezza sia dei professionisti che dei cittadini.

Massimo Brunamonti

Ultima modifica: 16 febbraio 2021