Ferrari e Quadrifoglio, la storia e lo stretto legame con Alfa Romeo

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Ferrari e Quadrifoglio, il mito di Alfa Romeo. La vittoria di Seb Vettel nel GP di Australia ha galvanizzato l’Italia intera.

Con il battesimo fortunato di un simbolo storico dell’automobilismo sulla monoposto SF70H. Il Quadrifoglio verde di Alfa Romeo.

Mito quasi centenario, che fece il suo esordio nella celeberrima squadra corse Alfa nel 1923, durante la Targa Florio, vinta poi  da Ugo Sivocci.

Da allora il Quadrifoglio, beneaugurante, fu adottato come marchio. Da corsa e poi sulle auto sportive.

I legami tra Alfa Romeo e Ferrari sono stretti da sempre. Il Cavallino Rampante simbolo dei bolidi di Maranello, fece il suo esordio su Alfa Romeo e ci rimase per un bel po’ di anni.

Enzo Ferrari, infatti, fu pilota Alfa Romeo e poi capo dell’invincibile reparto corse del Biscione, ben prima di fondare la sua mitica azienda, nata nel 1947.

“Quando vinsi nel ’23 il primo circuito del Savio, che si correva a Ravenna, con un’Alfa Romeo RL T.F. 1923, conobbi il Conte Enrico Baracca, padre dell’eroe e successivamente la madre, la contessa Paolina. Fu lei a dirmi, un giorno, “Ferrari, perché non mette sulle sue macchine il cavallino rampante di mio figlio? Le porterebbe fortuna”. Conservo ancora la fotografia di Baracca, con la dedica dei genitori, in cui mi affidano l’emblema. Il cavallino era ed è rimasto nero; io aggiunsi il fondo giallo canarino che è il colore di Modena”.

Ecco l’esordio del Cavallino, su un’Alfa. E ora il Quadrifoglio sulla Ferrari.

Il mito del motorsport italiano che si perpetua. In pista e in strada

 

Le parole di Sergio Marchionne dopo la vittoria in Australia

Era ora. Sono contento per la squadra e i nostri tifosi che non ci hanno mai abbandonato. Era da circa un anno e mezzo che aspettavano questa vittoria. E’ stata un’emozione sentire nuovamente suonare l’inno italiano.

Sebastian ha fatto una grande gara, e sono sicuro che Kimi sara’ presto lì a lottare con il compagno. Ed è naturalmente un successo da condividere con tutta la squadra, sia in pista sia a Maranello, perché solo il lavoro di gruppo permette di raggiungere traguardi importanti.

Congratulazioni anche ad Antonio per il suo debutto in Formula Uno.

Adesso però la cosa fondamentale è ricordarci che questo non è il punto di arrivo ma solo il primo passo di un lungo cammino che deve vederci tutti impegnati a migliorare ogni giorno“.

Ultima modifica: 3 gennaio 2019