In UK guerra alle motociclette rumorose, con autovelox anti-rumore

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Il rombo del motore è una delle caratteristiche più amate dalla maggior parte degli appassionati di motociclette. Ma se a questi appare come una dolce melodia, tantissime altre persone lo considerano, comprensibilmente, un fastidioso rumore. È per questo che nel Regno Unito si sta dando il via a un progetto che intende combattere i disagi legati alle eccessive emissioni sonore provenienti dai due e quattro cilindri delle moto.
L’idea è quella di installare delle avanzate telecamere che non solo registrano le immagini, ma che sono anche in grado di catturare e misurare i rumori, andando a identificare quelle che sono le fonti incriminate, in modo da poter procedere con le sanzioni del caso: in sostanza, degli autovelox anti-rumore.

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Primo sponsor di questa idea è Chris Grayling in persona, il segretario per i trasporti del Regno Unito, il quale ha affermato che “L’inquinamento acustico rende la vita delle persone terribile e ha conseguenze molto gravi sulla salute, motivi per i quali sono determinato a reprimere i fastidiosi guidatori che rovinano le nostre strade”.

I sistemi di telecamere anti-rumore pensate dalle istituzioni britanniche prevedono apparecchiature di registrazione video e audio, accessoriate con una funzione di riconoscimento automatico della targa.

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Nonostante l’idea di per sé sembri semplice, non è invece facile rendere il sistema davvero efficace e ottimale: sono tante, ad esempio, le fonti di rumore presenti ogni giorno sulle strade, come le sirene dei mezzi di soccorso o rimorchi molto carichi che prendono delle buche, solo per citare due casi. Il livello di pressione sonora, inoltre, varia in modo significativo in base alla distanza e alle condizioni ambientali. Sarà dunque difficile avere delle misurazioni davvero accurate.

Ad ogni modo il governo britannico è intenzionato a non mollare: i sistemi di autovelox anti-rumore verranno sperimentati infatti nel corso dei prossimi sette mesi su alcune strade inglesi, in modo da recuperare i dati necessari per raggiungere lo stato ottimale di funzionamento.

Ultima modifica: 13 giugno 2019