Sidecar: storia e modelli più famosi

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La sidecar, chiamata in gergo italiano anche motocarrozzetta, è un accessorio, definito “carrozza”, dotato di ruota che viene accoppiato alla struttura portante della motocicletta. Qual è l’utilità di un mezzo simile e quando venne costruita la prima sidecar? In questa pagina affronteremo da vicino la storia della sidecar, la sua evoluzione nel settore Automotive fino a scoprire anche alcune peculiarità di questo mezzo alquanto originale.

Storia di Sidecar

La sidecar nasce a cavallo tra il XIX e il XX secolo come un’estensione delle biciclette di quel periodo. Immergendosi nella realtà di allora, la quasi totale assenza di mezzi di trasporto (come li conosciamo noi) è, forse, tra i primi aspetti che vengono all’occhio. Di fatto, i primi modelli di automobili erano già in circolazione sulle strade, sebbene il costo di acquisto risultava particolarmente inaccessibile a gran parte dei cittadini. Ne consegue, quindi, un bisogno quasi impellente per il trasporto di merci e, naturalmente, persone.

Alla luce di questa necessità, Jean Bertoux, un ufficiale dell’esercito francese, decide di modificare la struttura di una bicicletta aggiungendo un’estensione all’altezza della ruota posteriore. Dotata di schienale e poggiapiedi, questa carrozzetta era destinata a segnare la storia delle future motociclette, cambiando le abitudini e i ritmi della società, per sempre.

Da quel momento in poi, questo mezzo divenne il più utilizzato e richiesto non solo per la semplicità di guida, ma anche e soprattutto per ottimizzare i tempi ai fini di un miglioramento della propria attività lavorativa e l’integrazione sociale. Il primo prototipo di sidecar venne successivamente rivisto e perfezionato, tanto da essere utilizzato anche durante le battaglie della Seconda Guerra Mondiale, come mezzo di trasporto di soldati, armi e munizioni.

Grazie a questo duplice utilizzo, le più grandi case automobilistiche di quel periodo, come BMW, Zundapp, Norton, l’italiana Guzzi e BSA iniziarono a distinguere modelli civili da quelli militari, pur mantenendo la stessa funzionalità, ma concentrandosi su migliorie performanti come velocità e robustezza della carrozzeria.

Modelli più famosi

Tra i modelli di sidecar più noti, non possiamo non dimenticare la BMW R75, commercializzata in Germania nel triennio 1941 – 1944. Questa sidecar venne richiesta direttamente dall’esercito tedesco al fine di poter attraversare con più facilità i terreni sterrati più difficili da percorrere, anticipando un po’ le esigenze future di chi possiede, oggigiorno, un fuoristrada.

Di simile progettazione, la Zündapp KS 750 venne realizzata al fine di migliorare le prestazioni della concorrente R75 e doveva avere la prerogativa di essere una moto militare non ottenuta dall’evoluzione della stessa versione civile. Avendo quindi la prerogativa di essere utilizzata dai soldati tedeschi, la KS 750 doveva avere dei parametri ben precisi, come la capacità di trasporto di 500 kg (pari al peso di tre soldati equipaggiati di ogni necessario), ma anche di una velocità minima di 6 km/h e di una velocità massima di 95 km/h per permettere alle carovane di procedere in modo fluido e omogeneo, senza distanziare troppo le truppe in marcia.

Tra le novità di questa sidecar, ricordiamo l’altezza di 150 mm dal suolo e la presenza di parafanghi per consentire il montaggio delle catene da neve. Naturalmente, per adempiere appieno alla sua funzione, la sidecar KS 750 era anche equipaggiata di mitragliatrice, accessorio importante che fece raggiungere una richiesta di circa 200.000 esemplari all’anno. Questa produzione, tuttavia, non venne mai realizzata a causa del bombardamento degli impianti da parte degli alleati.

Subito dopo la fine della guerra, le motocarrozzette iniziarono a essere utilizzate con minore frequenza, fino a quando, nel 1950, le automobili iniziarono a diffondersi e anche molto velocemente. Al giorno d’oggi, le sidecar rappresentano un mezzo leggendario, acquistato e tenuto con estrema cura da collezionisti che nutrono una forte passione verso questo mezzo originario anche se poco comodo e versatile.

Curiosità su Sidecar

I modelli di cui vi abbiamo dato le generalità hanno fatto la storia delle motocarozzette. Sebbene sia rimasta una casa produttrice nata negli anni della guerra, continua ancora a oggi a produrre sidecar. Si tratta della Ural Sidecar, un’azienda russa che sorgeva ai piedi dei monti Urali. I modelli realizzati da questa impresa erano il risultato del duro lavoro di donne e bambini che dimostravano il loro supporto in questo modo nella difesa dei loro territori dai nemici.

Al momento della sua costituzione, chi poteva dire che l’Ural sarebbe divenuto un nome di culto nel settore motociclistico? Tra l’altro, non si tratta soltanto di veicoli d’epoca, ma l’Ural produce anche sidecar moderni, nel pieno rispetto delle norme vigenti sull’inquinamento. E nasce quindi la sidecar Ural EFI EURO 4 dotata di motore a iniezione!

Sidecar, oltre ad essere tradotta nel settore automobilistico con il termine di motocarrozzetta, è un termine che indica un cocktail piuttosto alcolico. Creato da un barista proprietario di un bar di Parigi, il sidecar è composto da cognac, triple sec e succo di limone shakerati, servito con la buccia di limone. Il nome di questo cocktail deriva dall’uomo che frequentava spesso il bar in sella al proprio sidecar.

Sidecar modificate

Gli amanti delle sidecar non possono non essere attratti dall’originalità di questi mezzi che, tuttavia, hanno anche subito delle influenze e delle “migliorie” di stile. E’ il caso delle sidecar modificate che hanno sostituito la carrozza con un elemento più eccentrico che va dalla lattina di bibita in grande formato, ad un pullman in miniatura o, per gli amanti degli sport acquatici di una comoda barca in legno! Per chi nutre questo amore ma non può avere una collezione privata nel proprio garage, vi ricordiamo che esiste anche un museo tematico dove è possibile ammirare numerosi modelli di prototipi di sidecar.

Il museo del Sidecar, sito a Cingoli, in provincia di Macerata, offre la possibilità di vedere da vicino diversi modelli di motocarrozzette. Con oltre 100 pezzi tra scooter, moto e biciclette con sidecar, il museo marchigiano permette un viaggio nel passato, prendendo in rassegna i modelli più storici fino a quelli più moderni della nostra epoca. Il museo, visitabile solo su appuntamento, vanta la presenza della sidecar più lunga, quella più larga, così come quella più grande, provvista di ben 3 rimorchi!

Ultima modifica: 20 febbraio 2018