Sidecar: i modelli più adatti per viaggi organizzati

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Il mitico sidecar è la moto da viaggio che non ha mai smesso di affascinare intere generazioni di piloti e di avventurieri di ogni continente.

Moto sidecar

 

La moto sidecar è stata un’invenzione che avrebbe cambiato la vita alle persone e, in un certo qual senso, anche le vicende della storia più recente.

Infatti, si sa che questo mezzo è stato uno dei veicoli più utilizzati durante la seconda guerra mondiale per il trasporto di passeggeri non più costretti a cavalcare la scomoda sella di una moto, mezzo all’epoca poco confortevole ma molto pratico da utilizzare.

Il sidecar viaggiava più facilmente nelle lunghe e tormentate tratte dell’Europa immersa in sanguinosi conflitti dove alti militari, funzionari di spicco o altri rappresentanti più o meno istituzionali si muovevano velocemente da un luogo all’altro, a volte anche solo per fuggire.

In un analogo scenario, ma in circostanze ben diverse, incontriamo il glorioso sidecar girare sulle rotte desertiche dell’Africa colonialista, oppure dell’Oriente occupato dal dominio europeo, comunque su terreni e ambienti dalle caratteristiche più impervie e difficili. Si racconta di sidecar come unici mezzi potenti che potessero attraversare le vie tortuose di montagna o di campagna per trasportare persone, animali, beni alimentari e altri generi per la sopravvivenza di piccoli borghi o comunità isolate.

Il sidecar nasce alla fine dell’Ottocento per iniziativa di un francese che volle costruire un carrozzino dotato di una sola ruota per trasportare un passeggero – inizialmente, un bambino – agganciandolo alla ruota posteriore della bicicletta: non sapeva che quello era l’inizio di un’avventura motoristica rimasta ineguagliata nella storia.

Da quel momento, infatti, soprattutto l’industria automobilistica tedesca dei primi anni del Novecento produsse molti esemplari di sidecar, utilizzati anche dall’esercito, fino alla fine degli anni Cinquanta quando questo mezzo divenne un valido ripiego all’auto, più costosa e accessibile a pochi.

Successivamente, solo alcune industrie dell’Europa dell’est e l’italiana Moto Guzzi produssero ancora questo tipo di moto divenute sempre meno richieste e un po’ obsolete rispetto alla crescente e sempre più tecnologica industria del settore: nasce così una cospicua massa di appassionati e nostalgici del sidecar e il prodotto diventa un gioiello dell’artigianato confluendo in una nicchia di mercato.

Oggi la maggior parte di queste “motocarrozzette” sono prodotti di serie ma non mancano le industrie che producono solo il carrozzino da applicare ad alcune moto che hanno la predisposizione ad ospitarlo come accessorio.

Il carrozzino, ad una sola ruota, è un involucro di lamiera che prevede una seduta con schienale, una pedaliera per appoggiare i piedi, uno spazio bagagliaio dietro la seduta, uno spazio della carrozzeria per legare la ruota di scorta, un cupolino o un intero tettuccio in vetro per dare riparo dal vento al passeggero.

Ci sono modelli evoluti – di produzione principalmente sovietica dove il sidecar ha ancora molta diffusione – che includono anche la ruota del carrozzino nella trazione in quanto parte integrante della moto e della sua funzionalità.

Sidecar epoca

 

Un sidecar d’epoca lo si riconosce non solo dall’inconfondibile estetica “vintage” ma anche dall’universo di accessori che caratterizzano la carrozzeria, l’allestimento esterno e l’abbigliamento di pilota e passeggero.

La ricerca di sidecar originali e restaurati ad arte dà buoni risultati anche se spesso si parla di esemplari sfuggiti alla distruzione dopo la guerra o all’incuria dovuta a ristrettezze economiche nei paesi dell’ex unione sovietica.

I modelli più ricorrenti, infatti, provengono da questi luoghi e sono accuratamente restaurati per lo più con accessori originali:

  • il modello M72 della URAL, azienda russa che produsse questo sidecar nel 1941 durante il secondo conflitto mondiale, e fino agli anni 70 raggiungendo la quota record di 30 mila esemplari;
  • i diversi modelli Dnepr prodotti dall’omonima industria ucraina e appartenenti alla stessa epoca delle moto sidecar Ural;
  • il solo Carrozzino della Verolex, della Lambretta o della Vespa (anni 60), o il carrozzino Parri degli anni 30;
  • il modello Jawa Twin Sport;
  • il modello BMW R61 Sidecar Steib 28 del 1936;
  • i modelli Harley-Davidson, sia il 1000 XLX-61 (1930) che il 750 (1940).

Moto guzzi sidecar

 

Un discorso a parte merita la Moto Guzzi in quanto industria motociclistica fuori dal raggio di produzione e diffusione del sidecar.

La casa italiana ha prodotto questo modello sin dagli anni 30 progettando esemplari al pari di quelli più rinomati provenienti dall’Europa dell’est e dalla Germania.

I modelli più conosciuti e richiesti della vecchia produzione sono la moto Guzzi Nuovo Falcone 500 degli anni 70, la gloriosa T5 del 1984, la Superalce degli anni 40.

Ancora oggi la Guzzi produce sidecar altamente tecnologici e appropriati ad un pubblico di piloti esigenti alla ricerca del confort, del lusso e dell’estetica di qualità: si tratta del modello Moto Guzzi California o dell’Eldorado, moto prestigiose e molto “western style”.

Sidecar dnpr

 

Dnepr è il nome di una casa motociclistica dell’Ucraina la cui produzione di sidecar inizia nel 1951 con il modello M-72, corrispondente e identico a quello prodotto e omonimo della Ural, casa costruttrice russa: il motore e di 750 cc e tutta la meccanica ripercorre i modelli tedeschi della già fiorente BMW.

Un altro glorioso modello è stato il K-750, sia per uso civile che militare, fino ai primi anni 70.

Da allora nascono nuovi modelli con sistema a valvole e con impianto elettrico: si parla dei sidecar MT-9 seguiti dal MT-10, MT-11, MT-12 e MT-16.

Alla serie MT seguirà la serie KMZ che produrrà sidecar speciali e di alta velocità (fino a 200 chilometri orari) e che saranno l’ultimo slancio progettuale e produttivo della storica industria ucraina.

Nonostante la Dnpr sia stata chiusa nel 2011, la sua sede produttiva con sede a Kiev continua a sfornare alcuni ricambi esclusivi e accessori altrimenti introvabili.

Molti sidecar Dpnr sono stati esportati in paesi del centro America, come Cuba, in quanto la richiesta soddisfaceva soprattutto il gusto retrò del mezzo e la praticabilità delle strade notoriamente impervie e strette.

D’altronde l’isola caraibica aveva nell’ex Unione sovietica il suo riferimento politico e ideologico, quindi anche il naturale fornitore di prodotti di importazione di ogni genere e tipo.

Il sidecar è un modello unico che ha resistito nel tempo e si attesta come simbolo storico e di forte carica emozionale per alcuni appassionati piloti dei nostri giorni.

Ultima modifica: 5 gennaio 2018