RC Auto: donne e uomini, Nord e Sud, tendenze a confronto

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L’RC Auto è sempre una delle voci di costo che più influenzano le spese annuali di chi utilizza un veicolo. Diversi sono i fattori che determinano il prezzo dell’assicurazione, dal modello dell’auto all’età e al sesso del conducente, ma anche dalla provenienza geografica. Scopriamo assieme qualche dettaglio.

Le auto più assicurate in Italia
Secondo un’indagine di SosTariffe.it (portale dedicato alla ricerca e comparazione di preventivi per vari servizi) l’auto che gli uomini hanno assicurato di più lo scorso anno è stata la Grande Punto. Le donne, invece, sembra preferiscano la 500, un dato che conferma la nostra classifica delle vetture più amate dal gentil sesso.

L’identikit dell’assicurato
Attraverso l’analisi del sesso, i modelli più assicurati l’età e la classe di merito, il sito ha potuto ricostruire una sorta di identikit dell’assicurato italiano medio. Innanzitutto si nota una tendenza dell’uomo a dover pagare di più: 820 euro l’anno, rispetto ai 672 euro delle donne. L’età media si attesta intorno ai 45 anni e la classe di merito più diffusa è la quarta. Si evidenzia una grande maggioranza di impiegati, impiegate, casalinghe e operai.

Quanto si spende per l’assicurazione?
La situazione italiana riguardo all’ammontare dei premi RC Auto è abbastanza complessa. La provenienza geografica è forse il principale fattore di divergenza nelle tariffe: si tenga conto che si parla di una forbice che va dai 557 euro medi del Friuli Venezia Giulia ai 1263 euro della Campania (fonte: Segugio.it). Secondo l’Ivass (l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) nel terzo trimestre del 2016 il premio medio su base nazionale è stato di 426 euro, con un calo del 5,7% rispetto allo stesso periodo del 2015. Una riduzione dei prezzi maggiore nelle provincie del Sud: Napoli, Taranto, Crotone, Brindisi e Reggio Calabria hanno segnato cali di oltre 65 euro. Al Nord, invece, partendo da livelli più bassi, si sono registrate diminuzioni intorno ai 10 euro. Ma i dati dell’Ilvass sono contestati da Fedeconsumatori: secondo le loro rilevazioni siamo di fronte a una situazione di aumento delle tariffe. I casi peggiori sono al Sud, con picchi di aumenti fino al 15-20%, che penalizzano soprattutto i neopatentati.

Ultima modifica: 3 marzo 2017