Dopo quanti anni un’auto diventa d’epoca

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Le auto d’epoca vengono definite tali dopo i venti anni di vita del veicolo, ma non è la sola condizione utile.

Per quando riguarda il calcolo effettivo ed eventuali agevolazioni in fatto di bollo e assicurazione, bisogna fare una distinzione tra auto d’epoca ed auto storiche. In linea molto generale si può dire che una vettura per essere definita d’epoca è necessario che siano trascorsi venti anni, ma non basta. A regolare, almeno in parte, tale settore è l’articolo 60 del Codice della Strada. Cerchiamo di comprendere meglio ogni dettaglio in materia.

Agevolazioni per auto d’epoca

In materia di auto d’epoca e auto storiche, la situazione è alquanto spinosa, questo perché la gestione del tutto è pubblica per una parte e privata per il resto. Ciò significa che bisogna anche fare riferimento alle varie associazioni di categoria. In tale settore, l’intervento governativo è assai ridotto. Esiste, tuttavia, una specifica normativa di riferimento. Va sottolineato come nel corso degli anni, vi siano state diverse norme, tutte facenti capo all’articolo 60 del Codice della Strada. Questo stabilisce che possono essere annoverate tra le auto d’epoca, le vetture e motoveicoli che siano stati cancellati dal PRA. Ciò in virtù del fatto che tale veicoli sono destinati ad essere conservati in musei o luoghi privati, al fine di salvaguardarne le specifiche caratteristiche originarie di costruzione.

Queste vetture devono essere iscritte in un apposito elenco che fa riferimento al Centro storico del Dipartimento per i trasporti. Il fatto che una vettura abbia alla sue spalle 20 anni di vita, non è una condizione sufficiente perché la si possa considerare un’auto d’epoca. Al fine di essere riconosciuta come tale, la vettura deve essere inserito nell’elenco di appositi registri stabiliti per legge. Le si dovrà anche riconoscere un certificato di rilevanza storica.

Auto d’epoca

Le vetture d’epoca sono quelle che sono state cancellate dal Pubblico Registro Automobilistico, poiché non posseggono più i requisiti essenziali per circolare su strada. Non dispongono, quindi, di emissioni CO2 e sono solo intese per esposizioni all’interno di musei o per prendere parte a particolari eventi.

Tali veicoli non andranno demoliti, ma potranno ottenere il riconoscimento di auto d’epoca. A tal fine l’auto dovrà essere sottoposta a controlli eseguiti da tecnici specializzati della Motorizzazione Civile, che verificherà anche le condizioni in cui l’auto si trova e la inserirà nell’elenco di un apposito registro.

Una volta che il veicolo sia stato riconosciuto come auto d’epoca, questo non potrà circolare liberamente su strada, ma solo in occasioni di particolari eventi e manifestazioni, percorrendo, inoltre, dei percorsi autorizzati. E’ esattamente in occasione di tale eventi che le vetture ricevono il foglio di via ed una targa provvisoria, in ottemperanza di quanto riportato nell’articolo 99 dello stesso Codice della Strada.

In ogni caso, ricordati sempre di seguire in modo scrupoloso la check list redatta dal Club Aci Storico, la sezione Aci dedicata alle auto storiche, ricca di info utili per i possessori di queste vetture.

Al contrario, le auto annoverate come veicoli di interesse storico o collezionistico sono inserite nell’elenco riconosciuto per legge, ASI, Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI. Queste vetture, a differenza delle auto d’epoca, potranno circolare su strada liberamente, previo accertamento del possesso di specifici requisiti stabiliti da regolamento per questi veicoli.

Per definire un veicolo come auto storica, è fondamentale che questo possegga il Certificato di Rilevanza Storico collezionistica. Un certificato che nel 2010 è stato introdotto da Decreto Ministeriale, per sostituire il precedente certificato di caratteristiche tecniche. Per poterlo ottenere è fondamentale che intervenga il Dipartimento per i Trasporti terrestri, la navigazione e i sistemi informativi e statistici. Una volta che siano state eseguite tutte le verifiche del caso, verrà rilasciata una nuova carta di circolazione, stabilendo anche un obbligo di revisione biennale.

E’ anche necessario richiedere l’Attestato di datazione e storicità, noto come AdS, rilasciato su richiesta del proprietario della vettura, certificandone le informazioni fornite nel modulo di richiesta. Punto imprescindibile è che la carrozzeria, telaistica e allestimento del veicolo siano conformi all’originale, il motore dovrà essere tecnicamente compatibile e gli interni decorosi.

Obblighi

Per quanto concerne gli obblighi relativi alle auto storiche o d’epoca, queste possono usufruire di alcune agevolazioni fiscali, come stabilito da alcune specifiche normative. Tra queste vi è la tassa di proprietà, l’assicurazione.

Secondo quanto riportato nella normativa sulla circolazione stradale, vengono ritenuti come appartenenti alla categoria di veicoli atipici, i motoveicoli e vetture d’epoca, nonché quelli di interesse storico e collezionistico. Come già sottolineato, rientrano nella categoria di auto d’epoca, quelle cancellata dal PRA e conservate in musei o luoghi privati, destinati a ciroclare su strada solo in eventi autorizzati. Per potere usufruire di agevolazioni fiscali in fatto di assicurazione, questi veicolo devono necessariamente essere iscritti nello specifico elenco istituito presso il Centro storico della Direzione generale della M.C.T.C.

Bollo

Passiamo ora alla questione del bollo. Fino al 31 dicembre del 2014, ai veicoli ritenuti d’epoca era consentito di risparmiare sul bollo auto annuale, previo riconoscimento dei requisiti indicati. Mentre, dal 1 gennaio 2015 i veicoli di interesse storico e collezionistico, con più di venti anni, ma meno di trenta, non possono più usufruire di particolari trattamenti. Fa eccezione la Provincia autonoma di Bolzano. Successivamente, anche altre regioni hanno introdotto delle agevolazioni per le auto che non abbiano più di trenta anni.

Tuttavia, in fatto di assicurazione, per le auto d’epoca sono riconosciuti particolari vantaggi, come un premio annuale molto più basso delle normali auto, una classe di merito che non tenga conto delle regole bonus-malus, una guida consentita senza ulteriori costi. Alcune compagnie assicurative garantiscono anche particolari formule per fornire ulteriori riduzioni per coloro che posseggono più di un’auto storica.

Controlli

Per quanto concerne i controlli ai quali sono sottoposti i veicoli d’epoca, questi si rifanno alle basilari regole di circolazione per queste specifiche vetture. Come già sottolineato, infatti, la loro circolazione è consentita solo in apposite manifestazioni autorizzate. Questa dovrà anche essere limitata alle sole località ed itinerari relativi alla manifestazione stessa. Non solo, per poter circolare, i veicoli devono anche essere provvisti di specifica autorizzazione che deve essere rilasciata da un ufficio competente della Direzione generale della M.C.T.C.

Per gli autoveicoli d’epoca che siano iscritti nell’apposito elenco previsto nell’art. 60 del Codice della Strada già indicato, ai fini della circolazione nei luoghi consentiti, deve essere rilasciato un foglio di via e una targa provvisoria. All’interno del foglio di via, viene anche riportata la sua stessa validità, limitatamente al percorso della manifestazione, oltre ad indicazioni sulla velocità massima consentita.

In altre parole, i veicoli d’epoca, d’interesse storico o collezionistico, possono circolare su strada, fermo restando che rispettino tutta una serie di norme specificate nel Codice della Strada. Riconosciuti tutti i requisiti previsti dal Codice, queste auto potranno godere di specifiche agevolazioni in termini economici per ciò che riguarda bollo auto e assicurazione.

Ultima modifica: 13 marzo 2018