I produttori di moto giapponesi tagliano i cataloghi per rispettare le norme sulle emissioni

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24Le quattro grandi società giapponesi che producono motociclette si sono viste costrette a programmare un taglio dei rispettivi cataloghi per poter rispettare le sempre più stringenti normative sulle emissioni. Honda, Yamaha, Kawasaki e Suzuki manderanno infatti in pensione complessivamente circa 20 modelli entro la fine del 2022, ossia poco più del 10% dei 190 modelli di motociclette attualmente presenti nei loro cataloghi.

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Honda, per esempio, ha intenzione di togliere dal listino circa 10 delle sue 80 moto presenti a catalogo, proprio per poter rispettare i severi standard sui livelli di emissioni che verranno introdotti in Giappone il prossimo autunno, e che seguono una serie di analoghe iniziative in tutto il mondo. Fra i modelli “in via d’estinzione” ci saranno la Honda CB400 Super Four (in foto), lo scooter Benly e la serie Gold Wing full-size.

Anche Suzuki sta lavorando in questa direzione e ha deciso di eliminare almeno cinque dei 20 modelli in listino entro il prossimo ottobre, fra cui la Suzuki GSX250R. Yamaha manderà in pensione due modelli della serie tourer FJR1300 e Kawasaki ha già provveduto a togliere dal catalogo alcune varianti lo scorso anno.

Le normative giapponesi sulle emissioni prendono ispirazione dalle leggi Euro 5 già in vigore nell’Unione Europea. Tali norme prevedono, fra le altre cose, che i produttori di moto installino convertitori catalitici aggiornati o che riprogettino i motori. Il problema per Honda, Yamaha, Suzuki e Kawasaki, è che alcuni dei loro modelli hanno powertrain eccessivamente fuori scala, che devono necessariamente essere eliminati.

Ultima modifica: 25 giugno 2022