Non è punibile chi investe un pedone in autostrada

278 0
278 0

La Corte di Cassazione si è espressa sul ricorso della Procura per l’assoluzione di un uomo accusato di omicidio colposo in un procedimento che lo vedeva imputato per aver investito una donna che provava ad attraversare l’autostrada. Secondo i giudici non è possibile immaginare di trovarsi un pedone davanti in una strada che per sua natura è caratterizzata dalla velocità del traffico e quindi il conducente – che peraltro rispettava i limiti di velocità – non può essere punito in nessun modo.

I FATTI

Il procedimento su cui si è pronunciata la Suprema Corte si riferisce al processo in cui era imputato per omicidio colposo un sessantenne di origine siciliana, il quale, mentre percorreva l’autostrada A26 Genova-Gravellona Toce (viaggiando inoltre al di sotto del limite di velocità) ha investito una donna – poi deceduta – che provava ad attraversare la carreggiata in stato di ebbrezza, dopo aver abbandonato l’auto su cui viaggiava in compagnia del marito a causa di una lite.

LA CASSAZIONE DÀ RAGIONE ALL’AUTOMOBILISTA

La Quarta sezione Penale della Corte di Cassazione – con la sentenza 10037 – ha confermato il verdetto del tribunale e rigettato il ricorso della Procura che aveva accusato l’automobilista di omicidio colposo. Secondo gli Ermellini è “imprevedibile, per l’automobilista che guida in autostrada, anche solo immaginare la possibilità di trovarsi di fronte un pedone che cammina al centro della carreggiata, e anche nel caso in cui non c’è la corsia di emergenza non si può pretendere che chi rispetta i limiti di velocità tenga una guida ancora più prudente nell’attesa di un evento ‘eccezionale’ ”.

IL CONDUCENTE HA AGITO RISPETTANDO LE REGOLE

La Suprema corte ha ribadito che il conducente del veicolo non poteva “scandagliare ogni angolo del tratto percorso alla verifica della eventuale presenza di pedoni, sulla cui assenza egli ha invece motivo di fare pieno affidamento”. Inoltre, sempre secondo quanto precisato nella sentenza, l’uomo “non solo non aveva l’obbligo di usare i fari abbaglianti, il cui uso gli era addirittura vietato per non abbacinare i conducenti di altre vetture”, ma ha “integralmente osservato la normativa di settore e non può essergli mosso alcun rimprovero.

IN AUTOSTRADA LA VELOCITÀ DEL TRAFFICO È ESSENZIALE

L’ultimo aspetto rilevato dalla Corte di Cassazione è quello che si riferisce alla circolazione in autostrada. Secondo i giudici, infatti, quest’ultima “è caratterizzata dalla velocità del traffico che ne costituisce l’essenza e quindi la presenza di un pedone nel centro della carreggiata, nella propria corsia di marcia, non può considerarsi circostanza prevedibile, essendovi un assoluto e comunemente rispettato divieto di attraversamento della sede autostradale”. Una sentenza chiara che farà giurisprudenza.

Ultima modifica: 9 aprile 2019