Michelin sostiene il progetto Vento del Politecnico di Milano

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Il progetto VENTO del Politecnico di Milano non èsoltanto uninfrastruttura ciclabile. VENTO èprima di tutto un progetto di territorio. Una ciclabile disegnata senza un progetto di territorio èun legame muto, funzionale a spostare qualcosa da un punto a un altro senza una visione. VENTO una visione ce lha ed èquella di ricucire la bellezza dei territori che attraversa rianimandone la vitalità.(www.ventobicitour.it)

Michelin condivide appieno la visione, l’idea di una mobilitàefficace e sostenibile al servizio della migliore circolazione delle persone. La nostra visione della mobilitàdel futuro, sempre più sicura e sostenibile,trova espressione giàoggi in un pneumatico concept che si chiama proprio così, Vision. Vision èuna rivoluzione futurista, una promessa di realtàper un domani che ègiàqui. Un pneumatico-ruota, fatto di poca materia per una struttura alveolare ispirata alla natura, biodegradabile e riciclabile.

Èquesta visione della mobilitàsicura e sostenibile che guidala ricerca tecnologica del Gruppo.

Allavisioneche ispira il progetto VENTO del Politecnico di Milano appartengono termini come “lavoro”, “territorio”, “paesaggio”, “turismo”, “sostenibile”, “bene culturale”, “buon cibo”,“specialitàlocali”e, naturalmente, “pedali”.

Ognuno di questi termini appartiene alla storia di Michelin, al suo impegno attuale, alla sua visione di futuro.

Sosteniamo con passione e simpatia il progetto VENTO. La parola cicloturismosi compone di due termini che appartengono alle radici di Michelin e alla sua storia attuale. Accompagniamo con grande interesse la realizzazione di questo progetto che valorizza la bellezza del nostro Paese, perchéMichelin, dalla sua fondazione, si occupa di persone che viaggiano, della loro sicurezza, del rispetto dellambiente, del territorio e delle sue ricchezze paesaggistiche, artistiche e culinarie. Di VENTO ci piace questa visione, limpegno per realizzarla, il piacere del viaggio e della scoperta, tappa dopo tappa.

Curiositàtratte da una storia di viaggi, bicicletta, territorio, creatività, cucina

Fine Ottocento, Clermont-Ferrand, Francia.Un ciclista arriva in fabbrica per acquistare i prodotti necessari alla riparazione dei suoi pneumatici. A quel tempo, sono necessarie tre ore di lavoro e una notte di essiccazione per riparare un pneumatico in tela e incollarlo al cerchio.

Édouard Michelin prova ad immaginare che cosa potrebbe essere il futuro del pneumatico se fossefacilmente riparabile e deposita il suo primo brevetto sui pneumatici smontabili e riparabili in un quarto d’ora. La corsa ciclistica Parigi-Brest-Parigidel 1891,vinta da Charles Terront su pneumaticismontabili Michelin, porta alla ribalta i fratelliÉdouard e AndréMichelin.

Tre anni dopo, all’Esposizione Universale e Coloniale di Lione, vedendo una pila di pneumatici disposti artisticamente, Édouardha un’idea: Guarda, con un paio di braccia in piùsembrerebbe un ometto!Questa frase èl’abracadabra che farànascere, nel 1898,l’Omino Michelin.

Nel 1900 nasce la Guida Michelin.Era una piccola guida che avevano voluto Édouard e Andréper aiutare le poche migliaia di automobilisti francesi alle prese con un viaggio che, allora, era spesso avventuroso. Conteneva informazioni pratiche (dove fare rifornimento, dove trovare un’officina, dove cambiare i pneumatici) e indicazioni su dove mangiare e dormire.

 

Oggi, la Guida Michelin copre 31 Paesi.La profezia di AndréMichelin,“Questa guida nasce con il secolo, dureràtanto quanto lui”, era stata lungimirante, ma non abbastanza.

Nel 1926 nasce la prima Guida Verde, sorella autonoma, ma inseparabile, della “Rossa”.Come ogni guida turistica, suo obiettivo èsuggerire itinerari, descrivere paesaggi, cittàe monumenti, dare informazioni pratiche.

Una pila di pneumatici a fine Ottocento.Oggi, 190milioni. Ma anche piùdi 16,5 milioni di carte stradali, guide turistiche e guide alberghi-ristorantivendute in 171Paesi e 1,2 miliardi di itineraricalcolati da ViaMichelin sul web.

 

 

Tutto questo èMichelin. La sua storia inizia con un pneumatico da bicicletta e continua a viaggiare. Anzi, èproprio il viaggio, la mobilitàsicura e sostenibile per tutti, la missione di Michelin dalla sua fondazione.

Curiosità

Pochi sanno che gli americani sono sbarcati in Normandia con…la Guida Michelin in mano! In preparazione dello sbarco, il Comando Alleato decide di far riprodurre l’ultima edizione della guida. Quella del 1939, per avere a disposizione la raccolta completa delle piante delle città. Le guide vengono stampate a Washington e distribuite agli ufficiali. Portano la dicitura sulla copertina: «For official use only».

Ultima modifica: 1 giugno 2018