La Turchia aumenta le tasse sulle auto nuove importate

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La scorsa domenica (30 agosto 2020) la Turchia ha stabilito, attraverso un decreto presidenziale, un grosso aumento delle tasse al consumo per i veicoli nuovi provenienti dall’estero, per scoraggiare le importazioni e proteggere il mercato interno.

Secondo le nuove norme turche, la tassazione relativa alle auto con una cilindrata di 1,6 litri passa ora dal 60% all’80%. I modelli oltre i 2.000 cc vedono le loro tasse salire dal 100% al 130%, mentre i costi per le auto di fascia alta e di lusso salgono dal 160% al, addirittura, 220%. Non solo: anche i due scaglioni fiscali di livello inferiore sono aumentati di 15mila e 10mila lire turche (circa 1.700 e 1.100 euro) con aliquote fisse che si attestano rispettivamente al 45% e al 50%. Rimane invariata comunque l’IVA su tutti gli acquisti di auto, al 18%.

Tali aggiustamenti fiscali, come già accennato, non si applicano alle auto prodotte in Turchia, ma solo a quelle importate. Un modo per proteggere la produzione interna, in un momento di generale difficoltà causato anche e forse soprattutto dalla pandemia di Coronavirus ancora in corso.

Ad ogni modo, come qualche esperto ha fatto notare, questa misura non è detto che dia i risultati sperati. I produttori nazionali infatti, come succede del resto in tutto il mondo globalizzato, si affidano in modo importante alle merci importate per poter assemblare i propri prodotti.

Ultima modifica: 2 settembre 2020