La terra dei motori diventa un film «Mio nonno Tonino Benelli, che mito»

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Non è da tutti, ma a Pesaro è successo: la realizzazione di un film documentario dal titolo «Benelli su Benelli» della regista Marta Miniucchi che racconta le imprese del gran pilota di moto concittadino Tonino Benelli che a cavallo degli anni trenta del 1900 sbaragliò il motociclismo nazionale in sella ad una Benelli costruita dai suoi fratelli nella fabbrica di famiglia.

Mai sentito che ci sia stato un Guzzi su Guzzi o un Gilera su Gilera. Dunque un avvenimento cittadino consacrato da una folla plaudente per l’unica proiezione. «Mi è piaciuto, hanno fatto miracoli col materiale a disposizione incentrando tutto sulla rievocazione della figura del nonno, senza che nessuno parli con voce propria».

A dirlo è Cristiana Benelli, avvocatessa in Pesaro, coniugata, un figlio, Eugenio di 26 anni, figlia di Piero Benelli, primogenito di Tonino Benelli, il pilota scomparso nel 1937, e fratello maggiore di Paolo. Anche lei si è emozionata lunedì sera a Pesaro.

Nel film è la portavoce della illustre famiglia Benelli, non ha conosciuto il leggendario nonno scomparso giovane nel 1937, ma sua nonna sì: «È vissuta fino a 86 anni – dice –, si chiamava Maria Rattini, fumava come gli uomini».

Il film, che mette insieme spezzoni d’epoca, racconti e immagini, ricostruisce la figura da eroe romantico e spavaldo di Tonino, autore di gesta leggendarie dentro e fuori le piste, alle quali ultime accenna seppur pudicamente. «Mia nonna era una gran donna – chiarisce l’avvocatessa Benelli – e mio nonno, famoso e affascinante, era un gran ‘birichino’ inteso come Don Giovanni».

Tanto che una volta fu beccato. «Sì, mia nonna lo attendeva a casa per pranzo, per fargli una sorpresa andò a prenderlo in fabbrica a attraverso una finestra degli uffici lo vide baciare una donna. Lei non disse nulla, a casa lui si accorse dello sguardo di lei, arrivò un mazzo di fiori e tutto finì per il meglio».

Alessandro Gimelli nei panni di Tonino Benelli (1905 – 1937)

A Pesaro il nome Benelli è popolare almeno quanto la Palla di Pomodoro, portarlo attraverso i decenni potrebbe anche essere impegnativo. «Diciamo un peso positivo – aggiunge l’avvocatessa – in una città come Pesaro in cui l’azienda ha dato lavoro a tante persone e il motociclismo ha grande importanza e tradizione».

Il mito Benelli

Fondata nel 1911 a Pesaro è la prima azienda motociclistica italiana più antica ancora in attività, dopo la chiusura nel 2020 della più anziana Gilera (fondata nel 1909). «Mio padre era innamorato di mio nonno Tonino, anche se era molto piccolo quando lui morì. Era il primogenito e dunque viziato come non mai, mio nonno portava a casa tutti i suoi colleghi piloti per far loro conoscere il suo primo figlio per il quale aveva costruito anche una macchinina a motore. Mio padre era stranito, non dormiva più, dovette intervenire mia nonna».

Oggi questo a Pesaro è diventata epopea: l’epopea di un mito, l’epopea delle moto. Siamo nella terra dei rombi: Pesaro, le Marche, Un po’ più a nord l’Emilia Romagna, con tutti i suoi miti, a due ma anche a quattro ruote.

Franco Bertini

Ultima modifica: 11 novembre 2021