La storia dei loghi dei marchi auto: Porsche

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Chiunque, amanti o meno del marchio Porsche, può facilmente ricordare il logo dell’azienda di Stoccarda. Uno scudo dallo stile araldico, che richiama gli stemmi di antiche nobili famiglie. Il disegno è composto da corna di cervo nere e bande rosse e nere, distribuite ai quattro angoli, e al centro spicca un cavallino rampante, anch’esso nero su sfondo giallo, sormontato dalla nome della città di Stoccarda (Stuttgart). Ma come è nato e quando? Perché quel cavallino così familiare?

Come sappiamo la storia di Porsche inizia nel 1931, con la nascita dello studio di ingegneria Dr. Ing. h.c. F. Porsche GmbH, fondato dall’ingegnere ceco Ferdinand Porsche, l’uomo che diede vita nel 1938 a Volkswagen, con il primo Maggiolino. Nel 1939 debuttò un veicolo che portava il nome Porsche: la Type 64, modello realizzato in soli tre esemplari, progettato per gareggiare nella competizione su strada Berlino-Roma organizzata per il mese di settembre di quell’anno. Le vicende belliche fermarono le attività e solo nel 1948 apparve la prima vera auto del marchio, la storica Porsche 356. Eppure lo stemma ancora non esisteva.

L’idea di creare un logo arrivò nel 1952. Max Hoffman, imprenditore americano che importava Porsche negli Stati Uniti, convinse Ferry Porsche (Ferdinand Anton Ernst Porsche, il figlio del fondatore che prese in mano le redini dell’azienda alla morte del padre, nel 1951) della necessità di dotare il marchio di uno stemma riconoscibile, elemento di marketing importante, soprattutto in un mercato come quello americano, molto attento a questi dettagli.

Ferry Porsche accettò la proposta e si mise immediatamente all’opera, disegnando il primo schizzo dai toni patriottici su un tovagliolo. Ecco come andò, secondo il racconto dello stesso Ferry tratto dalla sua autobiografia (‘La saga dei Porsche’, di Ferry Porsche e Günther Molter, edito in Italia da Nada):

“Durante una cena a New York disegnai su di un tovagliolo lo stemma del Wurttemberg ed in mezzo posi quello della città di Stoccarda, il cavallino rampante, e sopra scrissi il nome Porsche. Mi misi poi il tovagliolo in tasca e, tornato a Stoccarda, lo diedi a Komenda [Erwin Komenda, storico progettista in Porsche. NdR], pregandolo di ridisegnare il progetto. Una volta fatto, andammo al governo del Land ed in Comune, chiedendo l’autorizzazione per questo marchio. Le autorità non ebbero nulla da ridire e così, a partire dal 1953, la Porsche apparve con un proprio marchio di fabbrica.”

Un omaggio al Land del Württemberg-Baden (di lì a poco trasformato in Baden-Württemberg), con le corna e le bande rosse e nere da una parte, e una riverenza allo stemma della città di Stoccarda, rappresentata appunto dal cavallino rampante.

Se vi state chiedendo se si tratta dello stesso cavallino rampante di Ferrari, per Ferry Porsche la risposta è sì. Ecco cosa scrisse nella sua autobiografia:

“Anche la Ferrari usa il cavallino di Stoccarda come marchio e per questo motivo: il Cavalier Ferrari aveva un amico che era stato pilota di caccia nella prima guerra mondiale; in un duello aereo aveva abbattuto un pilota tedesco, il cui velivolo portava sul fianco il simbolo della città di Stoccarda.
L’italiano prese questo stemma come trofeo e quando Ferrari fondò la sua scuderia, gli propose di usarlo come marchio.
Ferrari accettò e così lo stemma della città di Stoccarda appare per ben due volte come marchio di un’automobile.”

In realtà la genesi del cavallino rampante Ferrari ha un’altra storia ufficiale, ma ne parliamo in un altro articolo.

Ultima modifica: 10 agosto 2020

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