Come la pandemia cambia il modo di relazionarsi ai viaggi

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Nel 2020 gli europei si sono chiesti se viaggiare o no, compatibilmente con le restrizioni. In tanti hanno scelto di godersi una vacanza in mezzo alla natura o al mare per riprendersi un po’ da questi mesi difficili, altri sono voluti tornare nel proprio luogo di origine per rivedere i propri affetti. Altri ancora invece hanno deciso di rimanere a casa.

Babbel, la app che porta le tue abilità linguistiche ad un livello superiore, e PiratinViaggio, la piattaforma online di offerte turistiche low cost del gruppo HolidayPirates, hanno quindi analizzato come la pandemia abbia cambiato la percezione dei viaggi e il modo di parlare delle proprie vacanze sui social media tramite un sondaggio internazionale a cui hanno partecipato oltre 8.900 intervistati, di cui 1.200 in Italia, tra la user base di PiratinViaggio, e hanno stilato un glossario di termini e hashtag per comprenderle al meglio.

“La lingua è in costante evoluzione, adattandosi sempre al contesto storico e alla società. A seguito della situazione pandemica attuale, che ha portato i governi di (quasi) tutti i Paesi a imporre restrizioni ai movimenti, le lingue di tutto il mondo stanno assistendo alla creazione di neologismi e nuovi trend linguistici legati proprio alla tematica del viaggio” afferma Gianluca Pedrotti, esperto di comunicazione interculturale ed editor del team linguistico di Babbel. 

Partire o non partire?

Dall’inglese al tedesco: esistono diverse espressioni che gli italiani possono prendere in prestito per descrivere le proprie vacanze nel 2020.

  • Staycation (inglese)

    Uno degli hashtag più usati per descrivere le proprie vacanze nel 2020 sui social media è #staycation, dall’unione di stay(rimanere a casa) e vacation (vacanza). Staycation significa trascorrere le vacanze facendo i turisti nella propria città e i dintorni, riscoprendone la bellezza.

    Questo ha dato la possibilità al 35% degli italiani intervistati di visitare luoghi mai visti prima, pur abitandoci vicino. La staycation però non fa per tutti: il 29% degli intervistati ha dichiarato che una vacanza è tale solo quando si può viaggiare fuori regione o all’estero alla scoperta di posti e Paesi nuovi.

  • Urlaub auf Balkonien (tedesco)
    L’espressione Urlaub (vacanza) auf Balkonien (in balcone) è l’equivalente tedesco di staycation. Viene utilizzata per indicare in senso ironico il balcone di casa come meta di vacanza immaginaria. In tedesco “balcone” si traduce Balkon, ma in questa espressione si usa Balkonien per richiamare alla mente una destinazione turistica: in tedesco infatti i nomi di molti stati terminano in -ien, come Italien e Spanien.
  • Travel shaming (inglese)

    L’espressione fa riferimento a quando chi pubblica foto e video sui social media delle proprie vacanze riceve commenti negativi.

    In verità solo un 2% ha ricevuto commenti negativi dopo aver pubblicato post di viaggio. E addirittura il 94% dice di non avere nessun problema a vederne. Anzi: il 67% afferma di distrarsi dalla situazione corrente.

    Eppure, nella percezione personale, i viaggi in periodo di pandemia vengono considerati un “argomento tabù”. Se infatti più del 70% è solito pubblicare normalmente foto di viaggi, quasi la metà si dice restia a farlo in questo periodo. Un comportamento normale nel mondo dei Social Media, afferma Serena Romeo, Global Strategist del dipartimento Social Media del gruppo HolidayPirates: “Spesso, sui Social Media, si ha paura di essere giudicati, specie da persone che non conosciamo e a cui siamo esposte involontariamente. Questo risultato mostra invece come un tema come il viaggio sia una risorsa importantissima specialmente di questi tempi, dove la mente ha bisogno di immagini positive”.

Unire l’utile al dilettevole

Diversi sono gli italiani che hanno fatto smart-working da località turistiche. Non dovendosi recare in ufficio le possibilità sono infinite. Ben il 54% degli italiani infatti vorrebbe fare smart working da un altro Paese. Per poterne scoprire la cultura e i paesaggi.

  • Workation (inglese)
    Lo smart working rende possibile unire vacanza e lavoro (come evidenzia la parola workation, abbreviazione di work onvacation). Workation significa lavorare da remoto in luoghi di villeggiatura, al mare o in montagna, all’estero o nella campagna circostante la propria città e aspettare fino a dopo l’orario di lavoro o il fine settimana per le attività turistiche o semplicemente per godersi una passeggiata in luoghi da sogno.

    Quasi la metà degli intervistati vuole in futuro abbinare vacanza e lavoro. È contrario invece il 55% degli intervistati: tenere lavoro e vacanze separate aiuterebbe a godersi di più quest’ ultime.

  • South working e sea working (inglese, ma usate solo in Italia)
    Nel 2020 molti meridionali che per lavoro vivono nel Nord Italia, sono tornati temporaneamente al Sud per lavorare da là. Fenomeno ben descritto dalla nuova espressione tutta italiana South working. Sea working, invece, si riferisce a un concorso grazie al quale i vincitori hanno avuto la possibilità di lavorare 10 giorni su una barca nel mare della Puglia. Se il lavoro da remoto diventasse la norma, molti italiani – ma non solo – potrebbero considerare l’idea di vivere con un clima più mite e vicino al mare. Così magari da potersi fare un rinfrescante bagno in mare in pausa pranzo.

Il desiderio di viaggiare

Dopo un anno segnato dalle tante limitazioni che hanno reso difficile viaggiare, la voglia di vedere il mondo e di conoscere nuove culture è ancora più forte. Interrogati su quanto soffrano la nostalgia dei viaggi all’estero, su una scala da 1 a 100, gli italiani hanno espresso il valore medio di 91. Questo sentimento è ben descritto da un termine di origine tedesca:

  • Fernweh (tedesco)
    Termine reso in lingua italiana come “nostalgia di paesi lontani” –  una nostalgia di fondo per il viaggio, la scoperta, l’altrove. Fernweh è l’esatto opposto di Heimweh. Che significa “nostalgia di casa”. Infatti mentre Heimsignifica “casa” (nel senso di luogo degli affetti), Fern significa “lontano”. Weh invece si traduce in italiano con “dolore” o “sofferenza”. Fernweh quindi, come wanderlust, è il desiderio di viaggiare. Di lasciare la vita di tutti i giorni e di vedere il mondo.

Ultima modifica: 5 febbraio 2021