La Fiat Panda 4×4 di Gianni Agnelli venduta a 37.000 euro all’Asta Bolaffi

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La Fiat Panda 4×4 di Gianni Agnelli è stata venduta a 37.000 euro all’Asta Bolaffi. Nel suo, un record mondiale,  messo a segno dall’auto appartenuta a Gianni Agnelli durante l’asta di Auto classiche a Torino.

La Fiat Panda 4x4 di Gianni Agnelli venduta a 37.000 euro all'Asta Bolaffi - Panda©Foto Davide De Martis per Car&Vintage
Panda©Foto Davide De Martis per Car&Vintage

Dopo una serie di rilanci e offerte, online e al telefono, la Panda 4×4 Trekking del 1993 color argento metallizzato, con i doppi profili blu e neri tipici delle vetture di casa Agnelli e il nome dell’Avvocato a libretto come primo intestatario, è stata aggiudicata oltre le stime a 37.000 euro inclusi diritti (lotto 75). Il top lot dell’asta è risultata la Porsche 911 Speedster Turbolook (lotto 97), venduta a 190.000 euro.

Porsche 993 Turbo del 1996

Nell’affollata sala d’aste del Garage Bolaffi i collezionisti si sono dati battaglia per conquistare i lotti più prestigiosi o interessanti e particolari. Come la Porsche 993 Turbo del 1996 (lotto 89), aggiudicata a 126.000 euro. E la Fiat 500 “Capri”, rivisitazione della Carrozzeria Castagna della storica Spiaggina (lotto 83) acquistata a 30.000 euro, il prezzo più alto mai pagato in asta per una 500 non Abarth.

Notevole il risultato della Talbot Sunbeam Lotus 2.20 del 1980, vero “tesoro” riscoperto in un garage dopo anni di abbandono. La vettura barn find, venduta senza riserva a 11.500 euro (lotto 88), è un’icona per gli appassionati di Rally. E si presta perfettamente ad essere restaurata o preparata per rally storici.

Epilogo agrodolce dell’evento a causa della notizia dell’avvio del procedimento di dichiarazione di interesse culturale, da parte della Soprintendenza del Piemonte, sulla nutrita selezione di disegni di stile, bozzetti e schizzi.

Le parole di Filippo Bolaffi, amministratore delegato Aste Bolaffi 

Si tratta dell’ennesimo sopruso da parte della Soprintendenza. Che ha notificato lotti incongruenti tra loro, con interessante valore collezionistico per l’appassionato e frutto di anni di raccolta, ma non di certo provenienti da archivi. In questo modo si tarpano le ali a chi, con passione e fatica, si dedica negli anni a comporre la propria raccolta. Ritengo sia violazione della proprietà privata. E sicuramente avvieremo tutte le procedure del caso. Il ministro Franceschini è già stato messo al corrente della vicenda”.

Ultima modifica: 16 novembre 2019

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