JLR: meno 1000 posti di lavoro a causa del calo vendite dei modelli diesel

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Jaguar Land Rover non rinnoverà i contratti di circa mille lavoratori assunti con le agenzie interinali nella storica fabbrica di Solihull. Il motivo è da ricercare nel calo delle vendite di modelli di auto con propulsione diesel.

IL TRAMONTO DEL DIESEL

Va da sé che tale situazione sia una diretta onda lunga di conseguenze scatenate dallo scandalo dieselgate, che hanno affossato la curva della domanda di auto a gasolio. Il diesel sembra ormai essere il “male” incarnato nel mondo dell’automotive, con divieti e normative sempre più pesanti da parte dei governi e un fuggi fuggi generale da parte dei clienti verso altre forme di propulsione. In JLR i modelli più colpiti sembrano siano stati i Jaguar XE e XF, ma la situazione non è rosea un po’ per tutto il catalogo del gruppo inglese: circa il 90% delle vetture JLR è diesel.

SI CONTINUA A INVESTIRE COMUNQUE?

JLR è impegnata nelle trattative con il personale, per capire come affrontare questi cosiddetti “continui venti contrari” (così si è espressa l’azienda) del mercato, che hanno costretto il marchio britannico a operare degli aggiustamenti strategici in termini di costi e programmi di produzione.

In una dichiarazione di venerdì scorso, prima che si avesse la conferma del taglio di mille dipendenti, l’azienda ha espresso la volontà di continuare a “reclutare un gran numero di ingegneri, laureati e apprendisti altamente qualificati”, dando senso agli ingenti investimenti messi in campo per nuovi prodotti e tecnologie. Che si stia parlando di una deviazione in JLR verso il mondo della mobilità elettrica? In effetti i segnali ci sono già.

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Ultima modifica: 16 aprile 2018