Israele non venderà più auto a benzina o diesel dal 2030

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Si iscrive anche Israele alla lista dei Paesi che dichiarano guerra aperta alle alimentazioni tradizionali. Dal 2030, infatti, nel Paese non si venderanno più auto nuove a benzina o diesel. Il Governo introdurrà incentivi per l’acquisto di vetture elettriche o alimentate da gas naturali.

Dal 2030 non consentiremo più l’importazione di auto diesel o benzina in Israele“, ha detto alla Reuters il ministro dell’energia Yuval Steinitz. “Stiamo già operando in questa maniera investendo in stazioni di ricarica. Abbiamo installato oltre 2.000 nuove colonnine nel Paese. Il Governo, inoltre, ridurrà la tassazione sulle auto elettriche praticamente a zero. In questo modo avranno un costo molto più economico“.

In Israele questa volontà di chiudere la porta in faccia alle auto alimentate tradizionalmente ha radici profonde. Si tratta infatti di uno dei pochi Paesi di quell’area a non avere risorse petrolifere. E i rapporti spesso ostili con le nazioni vicine o confinanti hanno fatto salire alle stelle il prezzo della benzina perché il petrolio viene importato da altre parti del mondo.

Bloomberg ha pubblicato un dossier secondo il quale in Israele la benzina costa 7,08 dollari a gallone. Più del doppio del prezzo medio americano di 3,15 dollari a gallone. Un prezzo in linea con quello di molte nazioni europee, non ultima l’Italia (7,25 dollari a gallone). Ma infinitamente più caro dei Paesi di quell’area geografica, a cominciare dall’Egitto dove un gallone di benzina costa 1,64 dollari.

Entro la fine dell’anno, la proposta del Ministro dell’Energia passerà al vaglio del Governo israeliano. Se sarà approvata dal 2030 scatterà la svolta elettrica.

Ultima modifica: 10 ottobre 2018