Guida autonoma: gli adesivi sui cartelli stradali mandano in tilt le auto

509 0
509 0

Quante volte ci si imbatte in cartelli stradali un po’ bistrattati, magari sporchi, rovinati o arricchiti con qualche adesivo? Ebbene, a parte casi estremi, il nostro occhio è in grado di capire comunque il tipo di segnale che abbiamo di fronte. Ma forse non è così per le auto a guida autonoma.

LA SCOPERTA DELL’UNIVERSITÀ DI WASHINGTON
Un gruppo di ricercatori dell’Università di Washington ha scoperto che i sistemi di guida autonoma sono hackerabili dall’esterno, utilizzando dei semplici adesivi da applicare ai cartelli stradali. Non si tratta di adesivi qualunque, ovviamente. Sono realizzati seguendo un algoritmo sviluppato appositamente, ma sono comunque facilmente replicabili.

Questi adesivi vanno a modificare lievemente l’estetica dei segnali, alterando però profondamente la percezione che di questi hanno le intelligenze artificiali utilizzate per gli attuali sistemi di guida autonoma.

Così, per esempio, un normalissimo segnale di Stop a cui sono stati aggiunti un paio di adesivi neri e un paio bianchi diventa per l’auto un segnale di limite di velocità a 45 miglia orarie.

Leggi anche: Le auto a guida autonoma di Volvo confuse dai canguri

CAMBIARE LA LOGICA
La scoperta di una vulnerabilità così banale pone un problema non secondario, in termini di sicurezza. Non sembra essere più sufficiente la capacità di guardare il mondo esterno da parte dei sistemi di navigazione intelligenti: questi dovranno essere progettati considerando ulteriori elementi cognitivi e di logica. Gli stessi ricercatori di Washington, che hanno pubblicato i propri risultati su arXiv (sito open source di paper scientifici), suggeriscono l’introduzione di sistemi di elaborazione incrociata delle informazioni, che possano riconoscere non solo il cartello di Stop (per esempio), ma anche la sua logica o illogica presenza in quella determinata circostanza (in autostrada sarebbe assurdo, sempre per esempio).

Ultima modifica: 8 agosto 2017