General Motors lancia l’idea di un Airbnb per le auto

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Un’idea interessante nel panorama della mobilità sostenibile arriva da General Motors. Partirà infatti quest’estate un programma pilota firmato dall’azienda americana che permette ai proprietari di auto (ovviamente GM) di mettere a noleggio i propri veicoli quando non li utilizzano. Un po’ come funziona per gli appartamenti con Airbnb.

Realizzato in collaborazione con la piattaforma di carsharing Maven (creatura di GM), si tratta di un ulteriore passo che General Motors sta compiendo per provare a presentarsi come fornitore di mobilità alternativa.

Al momento il servizio non ha ancora un nome, ma se i test dovessero funzionare verrà fornito di un’identità e un’autonomia proprie. Da questa estate i proprietari di veicoli GM (negli Stati Uniti) potranno utilizzare la piattaforma Maven per mettere a disposizione degli utenti il proprio mezzo. Il ricavato viene condiviso fra il proprietario e GM.

Il vantaggio per l’azienda nell’adottare un sistema del genere è dato soprattutto dall’eliminazione dei costi di mantenimento di una flotta di automobili destinate al carsharing (manutenzione, assicurazioni, tasse e via dicendo), con conseguenze favorevoli anche per i portafogli dei clienti.

GM NON È SOLA

General Motors non è l’unica ad aver intuito la potenzialità dell'”Airbnb per auto”. Altre aziende si sono già attivate in questo sentiero, come Turo e Getaround, due startup americane molto recenti, che mettono in contatto fra loro autisti privati che intendono noleggiare o mettere a noleggio il proprio veicolo. Le due aziende sono fra l’altro supportate rispettivamente da Daimler AG e Toyota: vecchie volpi dell’automotive che, come General Motors, hanno probabilmente annusato l’affare.

Ultima modifica: 13 marzo 2018