Gare: Tourist Trophy la gara di moto più spericolata

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Il Tourist Trophy, che si tiene annualmente sull’isola di Man, Mare d’Irlanda, è una delle gare più pericolose al mondo.

Questa sfida a prova di adrenalina, si tiene in maniera ininterrotta sin dal 1907, ad eccezione delle interruzioni dovute ai due cnflitti mondiali. Si tratta del circuito motoristico più antico al mondo ancora oggi utilizzato. Nel corso dei primi cinquanta anni, questo circuito rimase ad uso esclusivo di competitori e piloti britannici. Solo occasionalmente veniva concesso a piloti stranieri di gareggiare al Tourist Trophy. Oggi è in realtà aperto a tutti i piloti del mondo, ma primeggia per numero di vittime nelle competizioni.

Dove avviene

Il Tourist Trophy si tiene ogni anno lungo le strade delle piccole cittadine dell’isola di Man. Questa è una piccola isola che dipende dalla Corona d’Inghilterra e si trova nel Mare di Irlanda. E’ posta esattamente tra la Gran Bretagna e l’Irlanda. Il Tourist Trophy senza dubbio, è la sfida motociclistica più importante e ambita a livello mondiale. Si snoda lungo un particolare, quando insidioso percorso che è noto con il nome di Snaefell Mountain Course.

Si tratta, in verità, di un percorso non èstabilito e fisso da sempre, in quanto, questo tracciato nel corso degli anni ha avuto notevoli cambiamenti e variazioni. Restano tuttavia invariate le fondamentali caratteristiche della gara in sé. Si impiegano, infatti, moto, per lo più quelle vincenti, nei primi anni in cui si tenne l’evento, furono principalmente italiane e britanniche. Tra queste sono da menzionare le più importanti come Norton, Moto Guzzi e MV Agusta.

Risale agli anni ’60 il debutto sul percorso di Man del primo marchio giapponese, parliamo di Honda. Da allora in poi gareggiarono su tale circuito sia i piloti, che le case motociclistiche che provenivano da tutto il mondo. Attualmente, questo percorso è diventato una delle mete viaggi prescelte sia da appassionati di motociclismo, che per tutti i gruppi amatoriali. Addirittuta, è qui che si girano molte delle più famose pubblicità di questo settore. Non solo, qui tutti i migliori piloti del mondo, vengono per potersi mettere alla prova lungo uno dei differenti giri del famoso Snaefell Mountain Course.

Lo scorso Tourist Trophy, quello del 2017 si è svolto con una serie di eventi importanti secondo il programma organizzato dal team. Il percorso si snoda nell’arco di un fine settimana. Non mancano gli incidenti, molti dei quali sono anche mortali. Lo scorso anno, appunto, duramte l’evento della categoria RST Superbike si è verificato un incidente mortale, nel quale ha perso la vita il pilota britannico Davey Lambert. Quets’ultimo, infatti, dopo essere stato soccorso, si è spento in un ospedale di Liverpool, a causa delle gravi ferite provocate dalla terribile caduta, lungo il terzo giro della sfida, esattamente in prossimità di uno dei tratti più veloci del percorso. Erano trascorse solo poche ore da un altro orribile incidente, che aveva visto coinvolto un altro pilota, l’olandese Jochem van den Hoek, di soli 28 anni. Finito fuori strada nel corso del primo giro di gara per la categoria Supersport. E’ morto anche lui poco dopo l’impatto.

Qui, pensate, si arrivano a sfiorare circa 330 chilometri orari e non vi sono protezioni di alcun genere. Solo nei tre giorni precedenti, durante le prove della categoria sidecar, un altro veicolo aveva perso il controllo lungo una curva, lanciandosi su di un gruppo di spettatori. Per fortuna, non essendo la velocità particolarmente elevata, è stato possibile evitare la tragedia. Tra gli ultimi incidenti mortale del Tourist Trophy, da ricordare anche quello dell’irlandese Alan Bonner, pilota di soli 33 anni, morto dopo una terribile caduta durante la sessione di qualifiche della categoria Senior all’altezza del 33esimo chilometro del percorso.

La gara

Questa gara si tiene da oltre un secolo ormai. Il percorso si snoda lungo le stradine dell’isola di Man. Non si tratta in realtà di un vero e proprio percorso, ma di una competizione motociclistica sui generis. Questo perché si corre lungo un tracciato cittadino in altre parole, ogni gara si compone di una prova a tempo, che si gioca singolarmente per parte di ogni pilota iscritto alla sfida. Quest’ultimo deve percorrere 60 chilometri di circuito, nel minor tempo che li sia possibile, attraversando tutta l’area centrale dell’isola. Il numero complessivo di giri varia da tre, sino ad un massimo di sei.

Ai piloti spetta il compito di percorrere i centri abitati, destreggiandosi tra marciapiedi, muretti, curve particolarmente strette e dossi. Non mancano poi i tratti montuosi, quelli pianeggianti e quelli costieri composti da terreno stradale molto irregolare. Lungo i suoi 60 chilometri, il circuito cambia molto da tratto, a tratto, così come sono assai differenti anche le condizioni del tempo. Il che, chiaramente, rende il tutto ancora più avvincente, ma anche pericoloso. E’ esattamente questa la ragione fondamentale per la quale, nel corso di questi cento anni, il Tourist Trophy ha registrato un elevatissimo numero di vittime, non solo tra i piloti, ma anche tra spettatori ed organizzatori dell’evento. Si contano, pensate, circa 255 persone nel totale. Non a caso, questa sfida si è aggiudicata la definizione di una delle più pericolose al mondo.

Classifiche

Per quanto riguarda le classifiche di questa sfida all’ultimo giro, in realtà il Toruist Trophy è più che altro noto al mondo intero per l’elenco lunghissimo delle sue vittime. Quando si sceglie di correre sull’isola di Man, si sa già che si dovrà affrontare non solo la sfida in sé, quanto la morte, nel vero senso del termine. Si parla, come già sottolineato, di un elenco che conta 255 vittime in totale, non solo tra i piloti, ma anche spettatori e staff. Il Tourist Trophy da un lato continua ad affascinare appassionati del motociclismo, piloti e semplici spettatori, ma continua anche ad uccidere.

Nonostante si corra lungo le stradine dell’isola ormai da anni e benché la sfida faccia leva sulla sua sinistra e quanto mai diabolica tradizione, il numero di coloro che annualmente decidono di prendervi parte, non accenna a diminuire. Nel corso della scora edizione, vi furono ben tre vittime nell’arco di sole ventiquattro ore. L’ultimo in ordine di decessi in seguito alle ferite riportate nell’impatto, fu Alan Bonner, un motociclista irlandese, morto proprio dopo un fatale incidente durante le qualifiche di gara.

Normativa

Nonostante una lunghissima lista di vittime al Tourist Trophy, qui le normative di sicurezze sono ben lontane da quelle vigenti per il Moto GP. Al di là di questo, l’isola di Man e la sua diabolica gara non registrano alcuna battuta d’arresto. Al contrario, continua ad attirare motlissimi piloti e spettatori. Chiaramente, nel corso del tempo sono migliorate le sue misure di sicurezza, imponendo dei limiti sulla lunghezza e la struttura del percorso stesso.

Inoltre vi sono degli elicotteri di soccorso pronti a decollare, così come lungo l’intero tracciato sono state installate delle fotocellule in grado di segnalare il passaggio dei piloti. Al di là di questo, chiunque scelga di prendere parte a questa gara, sa perfettamente a quali rischi si espone. Nel TT si gioca la temibile sfida contro la morte, sfrecciando a 300 km/h su di una moto, tra muretti, recinti e soprattutto case. Per dare un’idea del pericolo che qui si corre, basta pensare al campione Michael Dunlop, il quale ha viaggiato seguendo una media di 216 orari. Chi sceglie di cimentarsi lungo i 60 km del percorsi di Man sa che corre un pericolo altissimo. Nonostante questo, ogni anno all’inizio di giugno la lista di coloro che si iscrivono a questa gara non accenna a diminuire. Sarà l’adreanalina allo stato puro che attrae questi piloti, o forse anche le ingenti somme di denaro messe in palio dagli sponsor. Resta il fatto che sull’isola di Man sono in molti a darsi appuntamento annualmente!

Ultima modifica: 17 marzo 2018