Franco Morbidelli: storia del pilota della Moto GP

934 0
934 0

Franco Morbidelli, uno dei campioni di moto GP, ha vinto non solo diversi titoli, ma anche molte sfide nei confronti della vita.

Prima di diventare un affermato campione ha dovuto fronteggiare diversi problemi economici, nonché il terribile suicidio del padre. Sin da ragazzo era chiaro che il suo destino lo avrebbe portato a diventare un grande campione, ma il percorso prima di giungere al traguardo è stato alquanto difficoltoso. Morbidelli, figlio di una donna brasiliana, è stato cresciuto a Tavullia ed è stato il primo campione della VR46 Academy.

Franco Morbidelli chi è

Franco Morbidelli è ad oggi il primo campione italiano del mondo sin da quando Valentino Rossi si è aggiudicato la sua ultima vittoria nel MotoGP del 2009. E’ anche il primo campione della classe intermedia dopo Marco Simoncelli nel 2008. Del resto, sono stati i due piloti che maggiormente hanno influenzato la sua intera carriera da campione, oltre ovviamente a suo padre. Come lui stesso ha spesso precisato in molte delle sue interviste, bastano pochi minuti di distanza dal grande Valentino Rossi, per migliorare continuamente. Equivale alla possibilità offerta ad un bambino di allenarsi con un granda campione di calcio, per apprendere i più importanti segreti del pallone.

Morbidelli sin da bambino ha dimostrato di essere un grande pilota, questo anche grazie alla passione infusagli dal padre. Anche il padre, infatti, amava le due ruote, mentre deve a sua madre la capacità di affrontare con calma le dure sfide della vita, nonché la suo gioia di divertirsi e anche l’amore per il calcio. La stessa calma che gli consente di meritare a pieni voti ogni sua importante vittoria, passo dopo passo.

Carriera Franco Morbidelli

La carriera di Morbidelli nel settore del MotoGP comincia sin da quando era ancora un bambino. Franco Morbidelli è anche il nuovo ambassador Lumberjack. Recentemente, in un’intervista ha ripercorso tutti i passi mossi nel corso della sua vita. Pensare che è salito in sella alla sua prima moto quando aveva ancora solo 9 mesi. Aveva poi solo 4 anni quando avvenne il suo fatidico incontro con il grande Valentino Rossi. Il ricordo va presto anche al suo papà, poiché Morbidelli oggi corre il sella alla sua moto anche per lui che non c’è più.

La moto ormai fa parte di lui sin da quando era, piccolissimo, nell’officina di famiglia a Roma. Questa si trovava nel quartiere San Giovanni, proprio nel luogo in cui il padre, Livio, amava trascorrere il suo tempo tra pistoni e marmitte. Il suo amore per i motori è nato subito ed è stata proprio questa grande passione ha consentirgli di scendere in pista quando era ancora giovanissimo. La stessa passione che gli è stata di fondamentale aiuto per superare il terribile lutto che gli ha portato via il padre. E’ così che a soli 23 anni è diventato la celebrità che tutti conosciamo a livello mondiale nel settore Moto2, solo nove anni più tardi rispetto all’altrettanto grande campione, Simoncelli.

Franco Morbidelli è al suo grande esordio in Moto GP e insieme a tutta la sua grande squadra che lo ha affiancato, quest’anno potrà guadagnarsi un podio di tutto rispetto. E’ un meritato passaggio in avanti, nella direzione di una crescita inarrestabile del suo prestigio e della sua bravura in sella alla sua moro. Il campione è partito dalla pole position, gareggiando con estrema destrezza per giungere ad aggiudicarsi un meritatissimo terzo posto. E’ stato allora che ha ammesso e riconosciuto il suo importante trionfo.

Un traguardo che gli è stato indubbiamente riconosciuto non solo da Valentino Rossi, ma anche dai ragazzi del suo fan club, insieme anche allo stesso presidente, il padre di Uccio Salucci. Gioia decisamente raddoppiata, anche per via del fatto che a Tavullia si conosce molto bene la storia passata di questo grande campione che ha faticato molto per poter giungere dove è ora. Non solo in termini professionali, ma anche e soprattutto relativamente alla sue vicende legata alla sfera privata. Anche il padre, Livio Morbidelli, era stato un grande ed apprezzato pilota. Anch’egli fu un campione italiano affermato sia nella 80, sia nella 125.

Franco Morbidelli aveva solo due anni, quando il padre gli costruì una piccola moto, in modo che potesse muovere i suoi primi passi su di un veicolo a due ruote. Fu immediatamente chiaro che il figlio aveva la stoffa del grande campione, ma Livio non aveva enormi risorse, per cui temeva di non avere la possibilità di potergli consentire di diventare il grande pilota professionista che meritava. Poi però arrivò Graziano Rossi, il papà di Valentino Rossi, che parlò a Livio delle a realtà interessante di Tavullia, dove si poteva anche assistere agli allenamenti di grandi personaggi come lo stesso Valentino, Simoncelli e spesso anche Andrea Dovizioso.

Franco Morbidelli vita privata

La vita di Morbidelli ebbe una svolta importante quando ci fu il trasloco a Tavullia. A quel punto, Livio decise di vendere la casa che possedeva a Roma, per trasferirsi a Tavullia, insieme anche alla moglie Cristina e al piccolo Franco. Si muovono così i primi passi importanti per la carriera professionale di Franco, tanto che nel 2006, quando ha solo 12 anni, ha la possibilità di firmare un contratto insieme al Team Pramac D’Antin di MotoGP. A guidarlo c’è anche Paolo Campinoti e lo stesso Luis D’Antin. Obiettivo primario è quello di consentirgli di crescere professionalmente, fino a salire sul podio della vittoria.

Un progetto che però non porta ai frutti sperati, tanto che la famiglia Morbidelli non riesce a guadagnarci nulla in termini economici, sebbene si cerchi di andare nella direzione di una crescita professionale. Si passa così attraverso la Cuna de Campeones di Valencia dove si aggiudica un traguardo importante per guadagnarsi l’accesso al CEV. Uno step che, però, richiede quantità di denaro piuttosto elevate che, purtroppo il padre Livio non riesce a trovare. Per questa ragione, quando Franco ha 14 anni, per 10 mesi non ha la possibilità di correre, fino a quando non rimonta in sella in occasione della Superstock 600.

L’intoppo più grande nella vita del campione, tuttavia, arriva quando il 13 gennaio 2013 il padre Livio si toglie la vita. Chiaramente si tratta di un duro colpo da accettare, ancor più per un ragazzo giovane come Franco. L’intero team della VR46 Riders Academy, così come tutte le persone del Fan Club e lo stesso Valentino Rossi, sono stati intorno a lui in un momento così difficile, permettendogli di non arrendersi e di farsi forza per andare avanti. La Federazione Italiana con il Team Italia, gli consente di gareggiare in Stock 600 su una Kawasaki, aggiudicandosi il titolo europeo. Nella stessa stagione, Fausto Gresini gli consente di correre in Moto2 e chiude così in ventesima posizione a Misano.

Ultima modifica: 25 maggio 2018