Formula 1: come funziona il volante di una vettura

11096 0
11096 0

Il volante in un veicolo di Formula 1 non è più solo un attrezzo col quale girare a destra o sinistra, ma è un vero mini computer di bordo.

Nelle monoposto da F1 il volante possiede più comandi di un attrezzo da video games. Ecco che i piloti non devono solo più pensare a guidare, ma hanno la necessità di prestare la massima attenzione a questi comandi, in grado di fornire tutte le informazioni utili alla guida dello stesso veicolo.

Volante F1

Nelle attuali monoposto da Formula 1, più che di volante, si dovrebbe parlare di vero e proprio mini computer di bordo. Sì, perché se fino ad alcuni decenni fa sul volante comparivano poche funzioni, come quelle per l’attivazione della radio per comunicare con il box, per bere in gara o mettere l’auto in folle. L’attuale tecnologia ha rivoluzionato totalmente questa realtà tanto da consentire di gestire gran parte delle attività del veicolo proprio direttamente dal volante.

Facciamo una sorta di percorso a ritroso, per capire in che modo sia cambiato il settore della Formula 1 con l’introduzione di nuovi dispositivi elettronici sul volante. La prima fondamentale innovazione consentì di disporre del cambio proprio dal volante, per cui il pilota poteva tranquillamente concentrarsi alla guida del veicolo, senza dover mai togliere le mani dal volante. Da allora però molte altre novità sono state introdotte.

Per cui dal volante è possibile gestire la regolazione della mappatura del motore, quella dell’inclinazione dell’ala anteriore, azionare il dispositivo per limitare la velocità e controllare ogni eventualità si dovesse incontrare lungo il percorso.

Nella monoposto

Il volante della monoposto in Formula 1, attraverso i moderni software a disposizione, rappresenta il computer personale del pilota in gara, tanto da interpretare ogni necessità di quest’ultimo, consentendogli così di non distrarsi in alcun modo dalla guida.

Resta imprescindibile la necessità, in ogni caso, per il pilota di prepararsi in maniera accurata ad essere in grado di interpretare le innumerevoli funzioni dei dispositivi attualmente utilizzati in tale settore. Per ogni singolo pilota, il team di riferimento mette a disposizione ben 3 volanti.

Questo perchè durante il percorso di gara potrebbe rendersi necessario sostiuire il volante nell’eventualità di danni o guasti seppur momentanei. Se parliamo di costi, bisogna pensare a grandi cifre. Sì, perché un volante può raggiungere costi che si aggirano intorno ai 30 o anche 40 mila euro. Chiaramente, i costi variano in riferimento allo sviluppo del volante stesso, nonché al team.

Costo volante F1

Vediamo di analizzare nello specifico quelli che sono i costi che ruotano intorno al settore della Formula 1. Ovviamente, bisogna tener contro di tutta una serie di varianti che entrano in gioco, poiché il budget cambia anche in risposta del team di appartenenza. Restiamo pur sempre nell’ambito di cifre di tutto rispetto. Si stimano, infatti, costi che vanno dai 60 ai 75 milioni di euro, parlando dei team più piccoli e meno importanti, per giungere a cifre di circa 300 milioni di euro per quelli più affermati del settore.

Red Bull Racing

Facendo riferimento a quelle che sono state le cifre rese note nel 2013 dai magazine sportivi, il tetto massimo più alto che sia stato raggiunto, è stato quello del cavallino rampante. Con ben 298 milioni di euro e con uno stacco di soli 18 milioni rispetto a Red Bull Racing. Cifre che, come le stesse scuderie tengono a precisare, è necessario che restino senza conferme, perché sono costi che non necessitano di essere resi noti, poiché le questioni economiche devono restare confidenziali, così come le stesse tecnologie utilizzate a bordo.

Quali sono le componenti che richiedono il maggior tetto di spesa? Senza dubbio il motore è uno di questi, del resto non parliamo di un comune motore auto, ma di ben 8 motori per macchina, che può essere impiegato da ogni singolo team in gara per ogni stagione.

Secondo stime ufficali, o ufficiose sarebbe il caso di dire, i moderni V6 del 2014 hanno raggiunto costi di circa 10 milioni di euro per team. Ciò ha portato anche alcuni dei team gareggianti a chiedere l’intervento della FIA, affinché fosse imposto un tetto di spesa.

Alcuni dei costi di produzione dei componenti delle monoposto sono così poi stati resi necessariamente noti. Ecco, quindi, che un telaio/monoscocca può raggiungere il costo di 1.200.000€, il fondo circa 350.000, naso e ala anteriore sono all’incirca 150.000, mentre l’ala posteriore e DRS si aggirano intorno ai 60.000, così come il volante. Le sospensioni hanno costi che possono toccare i 12.000 euro o superiore, in relazione al pezzo.

Gli altri costi riguardano l’impianto frenante, il cambio, componenti che ogni team custodisce in gran segreto, perché rappresentano il punto focale dell’intera competizione. Anche quim voci più o meno indiscrete, parlano di costi che vanno dai 4 o 5 milioni in su. A tali costi, possono poi andarsi ad aggiungere anche quelli relativi ad eventuali situazioni fuori da ogni controllo o previsione, come quelli inerenti la riparazione o sostituzione di parti danneggiate.

Volante Ferrari

Casa Ferrari ha recentemente apportato interessanti modifiche al volante della SF70H. Del resto, uno dei punti focali della grandezza della Scuderia di Maranello, è quello di poter ottimizzare le impostazioni di una sua monoposto, ad opera degli stessi piloti, al fine di mantenere al massimo delle prestazione ed efficienza le gomme del veicolo, per tutto il tempo della sfida. Ecco, quindi, che il manettino del GRIP è stato portato proprio sul volante, ad evidenziare proprio il fatto che la sua importanza sia nettamente cresciuta.

Nei comandi si dispone di ben 12 regolazioni, per garantire la massima risposta delle gomme della monoposto, sia in gara, che al momento della partenza. Tale modifica apportata al volante, ne accresce l’importanza delle regolazioni. Ecco che il volante è diventato il gioiello di punta di tutti i componenti dei veicoli in gara, tanto che i vari team sono bene attenti a non rivelare nulla a riguardo. Anche nel delle verifiche tecniche, pensate, che i team scelgono di montare un volante fittizio.

Tenendo conto del fatto che il manettino è ora sul volante, ciò equivale a dire che i piloti sono già in grado di modificare la taratura del differenziale, così come le mappature del motore e la ripartizione dei freni, con l’intento di migliorare il bilanciamento stesso del veicolo in gara. Non solo, potrebbe anche essere possibile scegliere gli assetti, in relazione alla risposta delle gomme registrata durante la gara.

Con il manettino posizionato sul volante, i piloti potrebbero anche decidere le regolazioni sullo stacco della frizione, cambiare le impostazioni in risposta all’aderenza. Tutto ciò mette in evidenza il potenziale a disposizione della casa di Maranello in fatto di F, tanto da renderla al top in termini di prestazioni in gara.

Ultima modifica: 31 dicembre 2017