Ferrari 750 Monza vince il Peninsula Classics 2020 Best of the Best Award

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La Ferrari 750 Monza del 1954 carrozzeria Scaglietti, di proprietà Tom Peck, Best of Show al Cavallino 2020, è stata premiata con il Peninsula Classics 2020 Best of the Best Award. 

È la terza volta che l’auto vincitrice del Best of Show a Cavallino viene insignita di questo prestigioso riconoscimento. 

Nel 2012 Cavallino ha vinto con il suo Best of Show. La Ferrari 250 GTO 1962 e nel 2019 con la Ferrari 355 Sport del 1958. Con la vittoria odierna, il successo si ripete per due anni consecutivi.

La Ferrari 750 Monza del 1954, è stata scelta tra una rosa di straordinari vincitori del “Best of Show” dei Concorsi di Eleganza più prestigiosi al mondo. 

La storia della Ferrari 750 Monza premiata

Si tratta di una Ferrari che vanta una lunga e gloriosa storia nel mondo delle corse. Debuttò con un motore da 2 litri al Gran Premio di San Marino nel giugno 1954. Portando sul primo gradino del podio la Scuderia Ferrari. E il suo palmares di vittorie arriva fino ai primi anni 60. 

L’auto ha poi trascorso i successivi 50 anni smontata. Anche se telaio, carrozzeria, motore e cambio sono stati accuratamente conservati in un piccolo magazzino di San Francisco. 

Nel 2016 è iniziato un restauro completo dell’auto. Per il quale è stato senza dubbio fondamentale, per ricostruire minuziosamente gli inizi della carriera agonistica della vettura durante la stagione passata in Ferrari, il contributo fornito dal team di certificazione di Ferrari Classiche di Maranello. 

La livrea del veicolo è stata riportata a quella che aveva sfoggiato alla sua prima Carrera Panamericana nel 1954. Una volta completamente restaurata, la Ferrari 750 Monza del 1954 ha vinto il Premio Enzo Ferrari al Concours d’Elegance di Pebble Beach 2019.

Leggi anche: l’ articolo completo su questa automobile speciale

Ferrari 750 Monza del 1954 carrozzeria Scaglietti, di proprietà Tom Peck - Copyright Peter Singhoff
Ferrari 750 Monza del 1954 carrozzeria Scaglietti, di proprietà Tom Peck – Copyright Peter Singhoff

 

Ultima modifica: 9 febbraio 2021