Ferrari 250 GTO è un’opera d’arte, una sentenza tutela il diritto d’autore

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Enzo Ferrari non aveva avuto bisogno di una sentenza del tribunale. Una volta, eravamo all’alba degli anni Ottanta, il vecchio Drake mi disse: «Io ho sempre pensato che una automobile sia un’opera d’arte e non un semplice oggetto meccanico».

Adesso, anno del Signore 2019, lo dice anche la magistratura. Con la sentenza (storica!) del Tribunale di Bologna: per proteggere da illegali… scopiazzature un modello del Cavallino, viene infatti affermato che la vettura in questione è tutelata dalle norme che difendono il diritto d’autore.

Ferrari 250 GTO, il video del 55° anniversario del mito

Enzo Ferrari come Leonardo, oppure come Giuseppe Verdi che tanto amava. Fosse ancora in questa valle di lacrime, il Vecchio si toglierebbe gli occhiali scuri per mostrare uno sguardo commosso…

L’automobile che da ieri fa giurisprudenza aveva già fatto la storia. Infatti qui si sta parlando della 250 GTO. Un gioiello che i collezionisti si ostinano a considerare la più bella Ferrari di tutti i tempi.

Tanto che recentemente, ad una asta di Sotheby’s, la vettura era stata aggiudicata ad un tizio che aveva firmato un assegno da quarantuno (41) milioni di euro.

La genesi della 250 GTO è leggendaria come tante vicende che coinvolgono il marchio del Cavallino Rampante. All’inizio degli anni Sessanta, Ferrari doveva realizzare un bolide per il Mondiale Prototipi.

Bellissima e velocissima

Al progetto di una vettura elegantissima spinta da un motore dodici cilindri doveva pensare l’ingegner Giotto Bizzarrini, un genio. Giotto però litigò con il capo e l’idea passò nelle mani di un altro genio, il giovanissimo Mauro Forghieri.  Alle linee e alla carrozzeria pensò un altro fenomeno, il mitico Sergio Scaglietti.

Bellissima e velocissima, prima su traguardi prestigiosi come Sebring e Le Mans, la 250 GTO diventò in fretta un oggetto di culto.

Anche perché della meravigliosa versione originale ne furono realizzati soltanto 39 esemplari. È un po’ il Sacro Graal di Maranello e per questo fioccano i tentativi di imitazione, i taroccamenti, eccetera. Niente che Enzo Ferrari non avesse già previsto.

Leo Turrini

Ultima modifica: 24 giugno 2019

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