Elkann scala Repubblica «Darò stabilità»

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Sono ore decisive per il destino di Gedi, il gruppo editoriale che pubblica alcuni dei principali quotidiani italiani, compresi La Repubblica, La Stampa e altri quotidiani locali, in via di cessione a John Elkann, attuale azionista al 6,2% con la finanziaria Exor.

Il presidente di Fca, a quanto riferiscono le fonti, avrebbe «messo sul tavolo una cifra che non si poteva rifiutare». Il passaggio di proprietà avverrebbe con la cessione delle quote di Cir, la finanziaria della famiglia De Benedetti, che possiede il 43,78% del capitale ordinario della società editrice.

Cir, su richiesta della Consob, ha confermato che «sono in corso discussioni con Exor». Ora c’è attesa in vista del Cda di Cir che è stato convocato per domani con all’ordine del giorno l’esame dell’operazione.

Il piano industriale del presidente FCA per Repubblica

Ieri sono uscite le prime indiscrezioni sul progetto industriale di Elkann, che punta alla trasformazione di Gedi, senza ipotesi di spezzatino, ma anche senza «suggestioni nostalgiche», sostengono le fonti vicine al presidente di Fca.

«Stabilità e rispetto dell’indipendenza redazionale» saranno i punti chiave del progetto per rimettere in sesto il gruppo. Ad analizzare Gedi al primo semestre ci si trova davanti a una realtà in cui la parte radio è la più solida, al contrario di Repubblica e periodici (L’Espresso, National Geographic, Limes, Micromega e le Guide de L’Espresso) riuniti nella divisione «Stampa Nazionale».

In mezzo la divisione «News Network», con La Stampa, Il Secolo XIX e le testate locali che mostra la corda sul fatturato, ma con risultato operativo positivo.

L’operazione che vedrebbe Exor acquisire il controllo di Gedi dovrà necessariamente passare attraverso un’Opa. Da qui poi occorrerà vedere il destino del gruppo. L’obiettivo, per Elkann, è assicurare a Gedi condizioni di stabilità che consentano alla società di evolvere velocemente, compiendo scelte che non possono più essere rimandate.

Non ci sarà dunque alcuna suggestione filantropica, dicono le fonti: in casa Exor si guarda avanti e si ribadisce la necessità di cogliere in modo risoluto i vantaggi della rivoluzione digitale, poi di completare l’integrazione organizzativa all’interno di Gedi (senza spacchettare Repubblica) e in terzo luogo si assicurano le massime garanzie dell’autonomia redazionale.

Ultima modifica: 1 dicembre 2019