Dieselgate: l’UE potrà ritirare le auto e multare i costruttori

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Ci sono voluti diversi anni di lavoro, ma alla fine ecco che l’Unione Europea ha finalmente promulgato un pacchetto di norme volte a evitare un nuovo scandalo come il celebre Dieselgate del 2015. Pugno di ferro, dunque, da parte della UE nei confronti delle frodi sull’omologazione e sui livelli di emissioni delle auto che circolano nel Vecchio Continente.

Le nuove norme prevedono un maggiore potere di azione da parte della Commissione Europea, la quale, secondo le parole di Thierry Breton, commissario al Mercato interno, “potrà effettuare controlli sulle automobili, avviare azioni di richiamo in tutta l’UE e irrorare sanzioni fino a 30mila euro per automobile in caso di inosservanza delle norme”. Fino ad adesso, infatti, questo genere di azioni erano appannaggio della autorità nazionali che si occupavano delle omologazioni: con il nuovo pacchetto di norme europee, tali misure diventano di competenza diretta di Bruxelles.

Gli Stati membri dell’Unione sono ora tenuti a eseguire regolarmente un determinato numero minimo di controlli sulle automobili circolanti sul proprio territorio, adottando anche misure di salvaguardia nei confronti dei mezzi non conformi senza aspettare l’intervento degli enti che hanno rilasciato le omologazioni. Questi enti, inoltre, saranno sottoposti a periodiche valutazioni per verificare l’effettiva attuazione delle norme europee in materia di emissioni e inquinamento.

Lo scenario è serio: potenzialmente, revocando le certificazioni di controllo tecnico già effettuate, la Commissione Europea (o i suoi uffici designati) potrà decidere di ritirare dalla circolazione veicoli già acquistati dai clienti, i quali, di conseguenza, potranno anche agire legalmente contro le case automobilistiche.

Ultima modifica: 1 settembre 2020