Carlos Ghosn, nuova incriminazione: l’ex boss Nissan rimane in carcere a Tokyo

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Nonostante si proclami innocente, Carlos Ghosn, ex numero uno dell’alleanza Nissan-Renault-Mitsubishi, rimane in carcere in Giappone. Il pubblico ministero di Tokyo, infatti, ha dato il via a una seconda incriminazione per il manager 64enne, che si aggiunge a quella del 19 novembre scorso (qui i dettagli): l’accusa è abuso di fiducia aggravata (“breach of trust”) e comunicazioni inesatte sulle proprie entrate negli anni che vanno dal 2015 al 2018.

Cosa sta succedendo?

Carlos Ghosn si trova in stato di fermo al centro di detenzione di Tokyo da oltre 50 giorni, con l’accusa di aver mentito al fisco e alla borsa in merito ai bilanci aziendali e sui propri compensi. In particolare, il dirigente avrebbe sottostimato circa 80 milioni di dollari nel periodo che va dal 2010 al 2017.

Le autorità giapponesi, nelle nuove accuse che sono arrivate proprio in queste ore, sospettano che Ghosn abbia scaricato sulla società di cui teneva le redini un trasferimento di circa 15 milioni di dollari, eseguito su una succursale in Arabia Saudita, in cambio di garanzie di credito a fronte di perdite su investimenti personali. Nissan avrebbe infatti effettuato quattro pagamenti alla divisione collegata all’imprenditore saudita Khaled Al-Juffali, tra il 2009 e il 2012, mascherandole come servizi legati allo studio dell’ambiente, promozioni su vendite e altri voci di spesa. Questa è l’abuso di fiducia aggravata: Ghosn avrebbe in sostanza usato il marchio e i soldi di Nissan per compiere transazioni personali ancora da chiarire.

Ghosn si dichiara innocente

In questi oltre 50 giorni di detenzione Ghosn è apparso in pubblico una sola volta, l’8 gennaio scorso, nel corso dell’udienza preliminare. In quella sede, di fronte ai giudici, l’ex manager ha dichiarato: Sono innocente. Ho sempre agito con integrità e non sono mai stato accusato di alcun illecito nel corso della mia pluridecennale carriera professionale. Sono stato incriminato e detenuto ingiustamente sulla base di accuse infondate”.

Gli avvocati di Ghosn hanno anche chiesto spiegazioni sulla necessità di una così lunga detenzione. Il giudice Yuichi Tada ha risposto che si vuole evitare il rischio di fuga e di occultamento delle prove da parte dell’imputato.

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Secondo dei testimoni, Ghosn è stato visto in tribunale in manette e notevolmente dimagrito. Intanto la moglie del tycoon, in un appello pubblico ai media, si è rivolta alle autorità giapponesi per avere informazioni sulla salute del marito. Da quando è in stato di arresto, infatti, non ha potuto ricevere la visita di alcun familiare.

Ultima modifica: 11 gennaio 2019