Emissioni: diesel da assolvere. AsConAuto a FORUMAutoMotive

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Chiamata a raccolta di tutte le parti impegnate nel settore della mobilità a motore alla ricerca di soluzioni congiunte per muoversi all’interno di uno scenario che sta vivendo un’accelerata evoluzione, in un clima di sempre maggiore incertezza determinata da scelte istituzionali non supportate da studi scientifici, ma esclusivamente dalla ideologia. “Lotta alle emissioni: diesel da assolvere” è il tema del primo appuntamento del 2019 di #FORUMAutoMotive, movimento di opinione che promuove periodici eventi informativi e iniziative di confronto tra i principali attori della filiera e il mondo politico. Pierluigi Bonora, giornalista e promotore di #FORUMAutoMotive, ha aperto i lavori con una tavola rotonda che ha visto partecipanti autorevoli in rappresentanza della filiera automotive coinvolta dagli effetti della de-carbonizzazione, avviata in Italia con un processo sommario che ha condannato al declino il motore alimentato a gasolio.

L’intervento istituzionale dell’eurodeputato Stefano Maullu, che da anni segue con attenzione il settore, partecipando ai vari appuntamenti, ha puntato senza compromessi sulla difesa degli interessi del Paese, in un momento nel quale le decisioni sono più che mai importanti. “È necessario identificare interlocutori validi per salvaguardare la filiera italiana dell’automotive”.

Alessandro Cattaneo, deputato e membro della Commissione Finanze della Camera, ha rilevato che «ogni decisione presa in Commissione Finanze ha effetti diretti sulla industria, per questo devono essere evitati progetti che rappresentano fulmini a ciel sereno. Quel che serve è un importante lavoro di diffusione culturale e scientifica».

Claudio Lubatti, delegato Anci – Osservatorio Trasporto Pubblico Locale, ha osservato la importanza di “costruire sinergie tra mobilità privata e servizio pubblico, con obiettivi da sottoporre al Governo raccogliendo e condividendo ogni scelta».

Giorgio Boiani, vicepresidente AsConAuto, sottolinea: “Tutti abbiamo obiettivi univoci: salvaguardare l’ambiente, il consumatore e la filiera dell’automotive. Come mai non riusciamo a raggiungere nessuno dei tre obiettivi? Significa probabilmente che le informazioni che il mondo sta richiedendo, fuori da questa porta, non filtrano in modo corretto. Il risultato che si crea è quello di una confusione enorme, nella rete secondaria, fra i consumatori e tra i dealer. In questo modo si crea una economia che rallenta automaticamente: il mercato frena a sua volta e si genera una diseconomia. Tra qualche mese, purtroppo, dovremo così fare i conti con “morti” e “feriti””.  

E ancora. “Ma è possibile che a Roma non ci sia nessuno che abbia voglia di creare una commissione capace di fornire una informazione adeguata e completa tanto da permettere di creare un percorso, magari anche decennale? Se il cittadino consumatore riesce ad avere le idee chiare e riscontra da parte di chi governa altrettanta evidente lucidità di intenti probabilmente sarà indotto a fare un acquisto che oggi, invece, decide di non portare avanti perché ha paura. Un percorso che elimini l’attuale confusione è indispensabile, altrimenti la situazione è destinata a peggiorare sempre più. La confusione, oggi, frena il mercato generando diseconomia: tutti saremo costretti a fare i conti con la mancata informazione. Quel che non si capisce è perché non ci si decida a convocare esperti veri in una commissione: è necessario il dialogo con il mondo politico.

In effetti, la confusione nel mercato è oggi totale e lo dimostra lo studio di Doxa, presentato dal BU director Barbara Galli, che conferma come le persone intervistate siano influenzate e spaventate dalle comunicazioni degli enti che scoraggiano l’acquisto di auto diesel e, quindi, senza una guida vera e affidabile i consumatori si orientano verso la via di mezzo, cioè la macchina ibrida.

C’è la volontà di lavorare per un obiettivo comune

Dalla tavola rotonda di #FORUMAutoMotive esce comunque la conferma che rispetto a soli due anni fa il mondo della mobilità manifesta posizioni molto più omogenee e l’approccio è cambiato: c’è la volontà di lavorare per un obiettivo comune e le scelte sono supportate da studi non contestabili, realizzati da autorevoli terze parti. Un cambiamento atteso e che potrebbe rendere più agevoli i rapporti con le istituzioni e favorire, in futuro, provvedimenti più razionali rispetto a quelli che hanno generato nel mercato l’attuale clima d’incertezza e di confusione.

 

Ultima modifica: 21 marzo 2019