Abarth: la casa automobilistica sportiva

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Abarth, la casa automobilistica fondata nel 1949 a Torino dal pilota motociclistico Carlo Abarth, sta per compiere 70 anni.

Il pilota italo- austriaco, a causa di un grave incidente, fu costretto a porre fine alla sua carriera professionale. Fu allora che si impegnò a commercializzare delle particolari marmitte, foderate in lana di vetro. Queste erano in grado di accrescere le prestazioni delle vetture, dotandole di un rombo assolutamente inconfondibile. Successivamente, si occupò della progettazione di autovetture, consentendo così a tutti coloro che possedevano un’utilitaria, di poterla personalizzare, grazie ad un apposito kit.

Come e da chi nasce

La casa automobilistica torinese venne fondata proprio nel ’49, per volontà del suo ideatore Carlo Abarth. Il pilota motociclistico italo-austriaco, in seguito ad un incidente e all’abbandono della carriera, decise di dar vita, dapprima ad un progetto di commercializzazione di particolari marmitte auto e più tardi alla realizzazione di vetture sportive. Sin da principio, il marchio dell’azienda fu uno scorpione che riportava la dicitura, Abarth & C° – Torino.

La scelta non fu dovuta solo al segno zodiacale del suo fondatore, ma anche dalla volontà di dar vita ad un qualcosa di originale, che non fosse facile imitare. Nel ’54 si pensò di racchiudere il tutto all’interno di uno scudo, per trasmettere il segnale di una passione, quella per la corsa e la vittoria. Restava la scritta gialla “Abarth & C°” su fondo blu. Lo scorpione era contraddistinto da giallo e rosso, i colori che caratterizzano proprio il mondo delle gare automobilistiche.

Il logo

Ben presto il marchio apparve sulle auto da competizione, assemblate utilizzando i telai recuperati dalla storica Cisitalia, casa automobilistica fallita. Nel ’69 vi fu una rivisitazione del marchio e il logo “Abarth”, divenne bianco su sfondo azzurro, mentre lo scorpione restava nero su di uno sfondo di giallo e rosso. Nel ’71 l’azienda passò nelle mani di un’altra importante casa automobilistica, l’italiana Fiat. Da quel momento in poi, il marchio Abarth passò a contraddistinguere tutte le vetture sportive del comparto aziendale. A questo punto venne ideata una nuova rivisitazione del marchio che questa volta rese lo scorpione in blu insieme al tricolore italiano.

Nel 2007 Fiat propone un rilancio del marchio sportivo, tanto da farne un brand particolare dell’intero gruppo. Ecco allora che nasceva l’esigenza di rivedere nuovamente le linee dello scorpione per renderlo più avvincente. Ad occuparsi del restyling fu Carrè Noir di Torino. Non si toccheranno le linee essenziali dello scorpione, ma il tricolore rende ancor più italiana la nuova acquisizione.

I veicoli Abarth

Le vetture della linea Abarth si contraddistinguono per la loro potenza ed elevate prestazioni, su di una struttura particolarmente maneggevole. Sono piccole, ma grintose, esattamente come lo scorpione che ne firma lo stile. I modelli Abarth segnano una serie di successi nelle varie competizioni. Lo stesso Carlo Abarth diviene il protagonista indiscusso di una serie di importanti record. Sempre più, il marchio Abarth diventa sinonimo di sportività e di incredibili prestazioni. In seguito a tutta una serie di acquisizioni, l’azienda è oggi una società controllata interamente da FCA Italy che fa parte del circuito Fiat Chrysler.

Tra i veicoli che hanno maggiormente segnato il settore automobilistico sportivo, vi è senza dubbio i modelli Abarth derivanti dalla storica Fiat 600. Tra i primi ricordiamo la mitica Fiat-Abarth 750, entrata in produzione nel ’56. Da non dimenticare anche i famosi kit di trasformazione Abarth, utilizzati per la vecchia Fiat 500, in modo da renderla più grintosa e con assetto sportivo. Nel ’63 fu la volta della presentazione di un altro modello molto apprezzato, la 595 Abarth. Questo modello venne inizialmente prodotto sulla base delle Fiat 500 D, mentre, successivamente su Fiat 500 F.

Il successo

Il suo successo venne raggiunto anche dal modello seguente, presentato nel ’64, si trattò di Fiat Abarth 595 SS. Contemporaneamente, furono anche realizzati altri due modelli, Fiat Abarth 695 e Fiat Abarth 695 SS. Entrambe erano dotate di una cilindrata di ben 689 cm³. Particolarmente elaborata era la parte relativa al cruscotto, che mostrava una particolare strumentazione, come il tachimetro, il contachilometri, il contagiri, l’indicatore per il livello di carburante e temperatura dell’olio e una serie di importanti innovazioni.

Sul finire degli anni ’60, venne proposto sul mercato il modello Abarth 850 Turismo Competizione. La sua versione su strada continuò ad essere prodotta sino al ’66. Già durante il ’62, vennero proposti due differenti varianti della stessa Abarth 850. La prima era la TC Nürburgring dotata di un motore da 55 cavalli, con 6500 giri al minuto. Modello che celebrava la vittoria conseguita nel ’61 proprio da un’Abarth 850, nella competizione di 500 Chilometri del Nürburgring. Il secondo modello fu la TC SS. Questa mostrava un motore da 57 cavalli, con 6500 giri al minuto. Non a caso, il modello venne più tardi rinominato 850 TC Nürburgring Corsa.

Il motore

Per quanto riguarda il motore dei modelli Abarth, si tratta di un quattro cilindri allineati, che viene montato nella parte posteriore del veicolo, con cilindrata da 847 cm³. Garantiscono una potenza da 52 cavalli, con 5800 giri al minuto. La trazione posteriore con cambio manuale a quattro marce. La struttura del veicolo mostra una carrozzeria portante con quattro posti, freni anteriori a disco, mentre quelli posteriori sono a tamburo. Le sospensioni sono a ruote indipendenti ed hanno una velocità massima dichiarata pari a 140 km orari.

Nel ’62 venne proposto anche il modello FIAT-Abarth 1000. Anche in questo caso si trattò di una base su modello FIAT 600, ma con un motore di 982 cm³ e ben 60 cavalli. Seguirono anche le versioni sportive come la TC, dotata di 85 CV di potenza, cui si affiancò anche la TCR, la cui testata radiale era in grado di giungere sino a 115 CV.

Abarth segnò la nuova era per le auto di dimensioni ridotte, portandole in auge grazie a simili potenzialità. Vi si aggiunsero i freni a disco su tutte e quattro le ruote, con cambio a 5 marce e sospensioni a molla con ammortizzatore. Da non dimenticare anche la versione TC della 850, progettata nel ’68 proprio per le competizioni automobilistiche. Questo modello disponeva di un motore con valvole radiali in grado di fornire, pensate, 93 cavalli.

Il marchio Abarth, nel corso della sua storia, ha firmato molte dei più riusciti ed apprezzati modelli FIAT. Non solo, tra le sue progettazioni rientrano anche i modelli Autobianchi come A112 Abarth, con assetto sportivo.

Ultima modifica: 14 febbraio 2018