Fari auto: regole, modelli e divieti

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La funzione primaria dei fari auto è quella di offrire al guidatore una buona visibilità della carreggiata, segnalando al contempo la presenza dell’auto stessa sulla strada.

Fari auto: modelli e funzioni

I fari presenti sugli autoveicoli presentano forme, dimensioni e posizionamenti diversi, in relazione alla funzione associata a ogni tipologia. Sono quasi una decina i tipi di fari auto che secondo le normative in vigore devono essere presenti su un veicolo perché questo possa circolare, in Italia e in quasi tutti i paesi del mondo.

A partire dalla luce di posizione, che come dice il nome, serve per segnalare il posizionamento del mezzo sulla strada, e può essere di colore bianco o giallo (luci anteriori), rosso (luci posteriori), arancione (luci laterali). I fari per antonomasia sono però gli anabbaglianti, i più utilizzati quando cala l’oscurità. Di colore bianco o giallo, per essere a norma devono garantire l’illuminazione di un raggio di almeno 10 metri. In Italia il loro utilizzo è obbligatorio nei centri abitati da mezz’ora dopo il tramonto del sole a mezz’ora prima dell’alba, sempre (anche durante le ore diurne) sulle autostrade e strade extraurbane, nonché in caso di scarsa visibilità causata dal maltempo e in galleria.

Limitazioni molto più restrittive sono invece poste sull’utilizzo dei fari abbaglianti, o proiettori di profondità, il cui utilizzo è pericoloso nella misura in cui, a causa della forte intensità della luce rischia di ‘abbagliare’ letteralmente gli altri guidatori. Per questo motivo ne è vietato l’utilizzo nei centri urbani e in ogni caso al momento dell’incontro con veicoli che viaggiano nella direzione opposta. La dotazione obbligatoria di un autoveicolo comprende anche la luce di stop posteriore, di colore rosso, che si accende nel momento in cui vengono azionati i freni, il faro di retromarcia, di colore bianco, che in caso di guida ‘in retro’ serve a segnalare che si sta procedendo in retromarcia, ma anche la luce intermittente di colore arancione universalmente nota come ‘freccia’, che serve a indicare la direzione al momento della svolta, sia sul lato anteriore che su quello posteriore.

Completano l’equipaggiamento luminoso del veicolo la retronebbia posteriore, che si utilizza in caso di scarsissima visibilità dovuta per esempio a nebbia, neve o pioggia molto fitta e la luce della targa. L’alimentazione dei fari auto può derivare da luci a incandescenza o luci Led, ma anche allo xeno o laser. Naturalmente con diversi livelli di intensità: il laser, per esempio, offre una luce con un’unica lunghezza d’onda, garantendo un’intensità luminosa decisamente maggiore rispetto alle più comuni luci Led.

 

Ultima modifica: 1 agosto 2018