Vittime della strada, perché sono diminuite nel 2018

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Finalmente una buona notizia: nel 2018, il numero di incidenti stradali è diminuito. Non di tantissimo, ad essere sinceri, ma si tratta comunque di un buon segnale: complessivamente, rispetto all’anno precedente, gli incidenti sono diminuiti del tre per cento. Ma c’è una notizia ancora più bella: a essere diminuito è il numero delle vittime, che scende dell’otto per cento. ma a che cosa si devono queste buone performance? Gli automobilisti sono forse diventati più disciplinati? Vediamo in concreto.

L’obiettivo è dimezzare

Per prima cosa, va detto, che sul tema delle morti in strada, a livello europeo esiste una strategia ben precisa: l’obiettivo è ridurre del 50 per cento le vittime, entro il 2020, cioè domani. Per ora, si sa che quel 8 per cento di cui si diceva, si deve principalmente alla diminuzione delle morti in autostrade (-15%) e strade urbane (-8%). Anche sulle strade extraurbane si registra un calo, ma inferiore (circa il 7 per cento).

Guardando al passato, si può dire che siamo sulla strada giusta: rispetto al 2001, le vittime sono diminuite del 55 per cento, 25 per cento se si confrontano i dati odierni con quelli del 2010. Ma le vittime sono ancora tante. Che cosa occorre fare per limitare ancora le stragi sulle strade?

Ci vuole disciplina

Per prima cosa, per far decrescere sensibilmente il numero di vittime sulle strade, occorre la collaborazione di tutti: degli automobilisti, delle forze dell’ordine, delle case costruttrici.

Agli automobilisti si chiede di mantenere sempre un comportamento congruo con il traffico stradale: moderare la velocità e comunque rispettare i limiti di velocità, non procede con manovre azzardate, mettersi alla guida solo se si è nelle giuste condizioni psico-fisiche.

Dunque l’automobilista attento e corretto non deve assumere alcolici, droghe e neppure medicinali che possano mettere a repentaglio la vita propria e degli altri utenti. Alle forze dell’ordine si chiede di inasprire i controlli, di verificare i comportamenti scorretti, di tutelare.

Infine, ai costruttori, si chiede di mettere a punto vetture – oramai già lo fanno – che siano un concentrato di dispositivi di sicurezza, vedi ABS, airbag, frenata assistita, ecc. Il problema, però, resta lo svecchiamento del parco auto circolante. Ma questa è un’altra storia.

Ultima modifica: 21 marzo 2019