Vespa Piaggio: storia e curiosità di un mito

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Se potessi avere mille lire al mese, cantava nel 1939 Gilberto Mazzi. Quello che alla vigilia dell’ingresso dell’Italia in guerra sembrava un discreto stipendio, non sarebbe stato affatto sufficiente, appena 7 anni dopo per spiegare il grande successo della Vespa Piaggio.

Il modello normale, il più venduto in assoluto, costava all’incirca 55 mila lire.

Vespa Piaggio, la rinascita dalla guerra

Nel 1946 l’Italia usciva dalla guerra e si proiettava nel boom economico che sarebbe arrivato di lì a poco, negli anni 60, che consacreranno definitivamente il mito della Vespa Piaggio.

Torniamo al 1946: c’è un grande bisogno di muoversi e le auto non sono di certo alla portata di tutti. Non sono neppure adatte alle strade accidentate dai bombardamenti.

Occorre qualcosa di più agile, ma che al tempo stesso sia in grado di trasportare persone e qualche bagaglio non eccessivamente ingombrante. Non solo, ma deve essere qualcosa di diverso da una motocicletta, perché nel corso della guerra le donne hanno imparato a sostituire gli uomini nel commercio e in tanti altri lavori.

Hanno necessità anche loro di spostarsi con più autonomia. C’è una società in pieno fermento, che vuole ricostruire e lasciarsi alle spalle la guerra il più possibile Il 1946 segna la nascita della Repubblica e anche della voglia di riscatto.

La Vespa Piaggio riassume in un unico oggetto tutti questi desideri, senza neppure trascurare quel design italiano che farà parlare e sognare il mondo. Anche il nome è frutto di un’intuizione: da quella forma così ampia nella parte centrale, che si stringe come in un “vitino” di vespa.

E nacque il mito inossidabile della Vespa Piaggio. Enrico Piaggio rivoluzionò il modo di muoversi e di viaggiare ancor prima che la mitica Fiat 500 facesse il suo ingresso sulle strade e nei sogni dell’italiano medio.

Uomini, donne, giovani: gli anni 50 furono un crescendo per l’azienda di Pontedera che si affidò all’ingegnere aeronautico Corradino D’Ascanio per mettere le ali a un progetto di rinascita industriale.

Vespa Piaggio, il primo esemplare nel 1946

Il primo modello di Vespa Piaggio uscito dagli stabilimenti aveva un motore a due tempi con 98 centimetri cubici di cilindrata. Montava un cambio a tre marce e si metteva in moto con un volano magnete.

Poteva “sfrecciare” fino a 60 chilometri orari e superare pendenze che raggiungessero il 20 %. Nel primo anno di commercializzazione la Vespa Piaggio raggiunse i 2484 esemplari venduti. Oltre 10 mila nel 1947 e nel 1948 poco meno di ventimila. Negli anni 50 si arriva a superare anche quota 171 mila mezzi venduti.

E’ un successo senza precedenti per un veicolo che consente di avere anche un abbigliamento elegante, a differenza di una motocicletta che finiva con lo sporcare inevitabilmente gli abiti.

Ma è negli anni sessanta, negli anni del boom economico che la Vespa Piaggio diventa anche il simbolo di una generazione giovane, che ama divertirsi, muoversi e spendere.

Viene prodotto anche il modello con un motore da 50 centimetri cubici. L’ideale per i ragazzi, perché si guida senza patente anche se non può trasportare il passeggero. E arrivano anche i modelli da 125, 150 e 200 centimetri cubici, che possono imboccare la neonata autostrada Milano – Napoli.

Vespa Piaggio, una sola rivale: la Lambretta

Vespa Piaggio ormai è destinata alla conquista del mondo, con modelli venduti anche negli Stati Uniti e in Asia, al punto che la Russi mette in commercio, a partire dal 1957 un’imitazione della celebre due ruote italiana.

E’ la Vjatka, con un motore da 150 centimetri cubici di cilindrata. Non è certamente una rivale per il mito italiano, che ha una sola e unica concorrente, prodotta sempre da un’azienda italiana.

E’ la Lambretta messa a punto da Innocenti. Sarà uno scooter bellissimo e di grande successo, ma incapace di eguagliare i numeri e la diffusione della Vespa Piaggio. E infatti smetterà di essere prodotta nel 1971, quando Vespa Piaggio sarà ancora a lungo nell’immaginario collettivo dei giovani e e non solo. Perché Vespa Piaggio non è soltanto uno comodo e brillante scooter, ma è diventato un autentico brand, che produce indotto in abbigliamento, accessori.

Il marchio Vespa ancora oggi è sinonimo di design e stile tutto italiano e vanta appassionati in tutto il mondo. Non è un caso se i vecchi modelli della mitica Vespa hanno ancora un mercato molto florido.

E infatti, rispetto ai modelli con motore a 4 tempi lanciati agli inizi del nuovo millennio, dal 2010 in poi si è registrato un ritorno alla soluzione a due tempi, che con la nuova Vespa PX 150 presentata nel 2010 all’EICMA si è segnato un ritorno in grande stile agli anni 80.

Il design è sicuramente diverso, più conforme ai tempi, male colorazioni riprendono, con alcuni colori pastelli e l’intramontabile beige, con i sellini personalizzabili e qualche dettaglio cromato, lo stile un po’ retrò degli esordi.

In occasione del settantesimo anniversario, nel 2016, una serie speciale ha conquistato il pubblico di appassionati e non solo. A partire dal colore “Azzurro 70” che richiamava una edizione molto fortunata, riproposta su Vespa Primavera, Vespa PX e Vespa GTS, fino alle personalizzazioni dei sellini, al logo speciale posto sulle fiancate a alla verniciatura speciale dei cerchi.

Vespa Piaggio, la rivoluzione green

E’ sull’ultima nata in casa Piaggio che vengono riposte le aspettative più grandi. Una rivoluzione per la casa di Pontedera che si lancia anche nell’innovazione tecnologica all’insegna del Green.

Senza perdere il suo fascino tutto italiano, senza cedere alle mode del momento sulle linee di design, Vespa Piaggio punta ora tutto sull’elettrico. E lo fa con Vespa Elettrica, presentata per la prima volta al EICMA 2017. E’ uno scooter che presenta delle novità importanti e interessanti. Non è infatti un elettrico assoluto, ma piuttosto una specie di ibrido, che nella versione X presenta anche un motore termico a benzina da 100 centimetri cubici.

Può incrementare l’autonomia elettrica di 100 chilometri, con altri 150 chilometri, raggiungendo l’invidiabile soglia dei 250 chilometri senza ricorrere a colonnine o a distributori di benzina. Anche in fatto di potenza Vespa Piaggio nella versione elettrica dice la sua, con un motore elettrico che eroga una potenza continua di 2 chilowatt ore, pari a 2,7 cavalli, e un picco di potenza di 4 chilowatt.

C’è da migliorare sicuramente il tempo di una ricarica completa, che richiede 4 ore continuative, sia che l’operazione avvenga attraverso una colonnina di ricarica, sia che per una presa elettrica a muro. Il cavo non toglie nulla allo spazio del sottosella.

Ultima modifica: 19 marzo 2019