Veicoli off-highway: cosa sono e a cosa servono

329 0
329 0

Negli ultimi anni si sente spesso parlare di veicoli off-highway: è una delle tante terminologie legate al lessico americano che abbiamo preso in prestito, forse non una delle più conosciute e utilizzate nel nostro paese. Ma vale la pena capire di che cosa si sta parlando perché i mezzi off-highway rappresentano una nicchia estremamente interessante sotto molteplici aspetti.

Veicoli off-highway, mezzi per il lavoro e il tempo libero

Letteralmente il termine vuole dire “fuori dall’autostrada”: dunque i veicoli off-highway sono mezzi che non possono circolare in autostrada. È previsto dal codice della strada, ma anche dalla tipologia stessa di questi veicoli che devono essere immatricolati, targati e assicurati e in qualche caso possono anche circolare sulle normali strade cittadine, comunali e provinciali ma assolutamente non è previsto che vadano in autostrada.

Qualche esempio vicino all’utilizzo di tutti i giorni: i trattori, sono mezzi off-highway che pur potendo circolare su strada devono essere considerati limitatamente ai brevi spostamenti dal luogo di utilizzo alla rimessa. Se un trattore deve essere spostato per lunghe tratte deve ricorrere a un camion arca per il trasporto dei mezzi. Il trattore è solo il mezzo più conosciuto al normale pubblico di strade e autostrade ma ci sono veicoli quanto meno singolari che non si pensa nemmeno viaggino su ruote, e abbiano targa e assicurazione. Le trebbiatrici, le motofalciatrici, grandi e piccole, da giardino e destinate ai grandi parchi. Le ruspe, gli scavatori, i carrelli per il trasporto di merci, le motrici del porto. Ma anche i caddy, le automobiline elettriche che trasportano i giocatori sui campi da golf o i clienti su e giù per i villaggi turistici. Esiste un mondo di veicoli come gli altri che pur non viaggiando in autostrada hanno una dignità commerciale significativa.

Perché alcuni veicoli off-highway richiedono immatricolazione, targa e assicurazione 

Partiamo dal presupposto che qualsiasi mezzo, anche quelli che non escono mai da un cantiere devono essere assicurati: magari per polizze legate al lavoro e ai suoi rischi all’interno di una determinata area. Ma non per sinistri provocati con altri mezzi su una strada. La differenza tra i veicoli off-highway che hanno una targa e quelli che non ce l’hanno e tutta qui: una targa presuppone che comunque quel mezzo qualche chilometro di traffico dovrà pur farlo anche se si tratta di poche porzioni di strada tra un cantiere e l’altro, tra la rimessa e un campo da arare.

Tutti i mezzi che vanno su strada devono rispondere a quelle che sono le norme del codice: e dunque luci di segnalazione perfettamente in regola, anabbaglianti, luci di posizione, frecce, targa illuminata, ma anche gomme in perfetto ordine, scarichi a norma e quant’altro. In caso di controllo questi mezzi possono subire sanzioni come qualsiasi altro veicolo su strada. Se il veicolo invece non dovesse mai spostarsi su strada può evitare l’immatricolazione ma non potrà in alcun modo circolare: per spostarlo sarà sempre necessario un mezzo attrezzato.

Tra i mezzi off-highway bisogna annoverare anche tutti i veicoli che si usano in città per la pulizia delle strade, lo smaltimento dei rifiuti; i ‘tender’, gli autobus che effettuano servizio tra i terminal e i traghetti o gli aerei in arrivo o in partenza. La nuova frontiera dei veicoli off-highway, che possono essere estremamente piccoli o incredibilmente grandi, è quella dei motori non impattanti: se alcuni mezzi sono già elettrici e non inquinanti, come ad esempio quelli che si usano per il trasporto di cose e persone nelle grandi strutture alberghiere o turistiche, o i carrelli elevatori che si utilizzano in magazzini e centri logistici, diventa difficile pensare a un motore ibrido per una mototrebbiatrice del peso di moltissime tonnellate. Ma alcuni esperimenti su motorizzazioni ibride si stanno cominciando a fare sempre più funzionali e interessanti anche se probabilmente occorreranno anni per vedere un’applicazione estesa.

I veicoli off-highway protagonisti anche al cinema

Il cinema da sempre saluta con entusiasmo i bolidi o le auto superaccessoriate: basti pensare alla serie “Fats & Furious” piuttosto che alle mitiche auto di James Bond battute a peso d’oro nelle aste più esclusive del mondo. Ma non ci sono solo i bolidi da celebrare. È divertente ricordare come ne “Il Ragazzo di Campagna”, il film di Castellano e Pipolo che vedeva protagonista Renato Pozzetto, uno dei grandi protagonisti sia un grosso trattore che arriva all’improvviso nel pieno centro cittadino di Milano, tra corso Venezia e piazza San Babila. Renato Pozzetto viene costretto ad accostare da un vigile urbano che gli contesta qualsiasi cosa: le luci che non funzionano, le gomme lisce, la mancanza di bollo e assicurazione. Alla fine il contadino Artemio deve continuare a piedi e il suo mezzo viene confiscato. È una scena surreale e bizzarra ma divertente che rende l’idea di quanto i mezzi off-highway siano una realtà da molti anni poco conosciuta e magari anche sottostimata in un paese come il nostro che guarda quasi esclusivamente al mercato di auto e moto come a quello dominante.

C’è un altro film che ha avuto un discreto successo e che vale la pena ricordare, si tratta di “Straight Story”, in italiano “Una Storia Vera”, diretto nel 1999 da David Lynch. La pellicola racconta la storia vera e documentata di Alvin Straight, un contadino dell’Iowa di 73 che non aveva mai lasciato la sua fattoria e che all’improvviso decide di mettersi in viaggio per il Wisconsin sull’unico mezzo a disposizione che aveva, una vecchia tagliaerba, per andare a trovare il fratello con il quale non parlava da anni e che era convalescente da un brutto infarto. Alvin, nonostante acciacchi e problemi tecnici, riuscirà nell’impresa viaggiando a 8 km/h per quasi 390 chilometri. Un viaggio di sei settimane. Un mezzo rigorosamente off-highway che farà tutto il suo viaggio su strade secondarie, e dunque seguendo le regole. Il trattorino diventa non solo traino per le speranze del contadino ma anche casa trainando dietro di sé un rimorchio dove Alvin dorme, mangia e riposa tra una durissima giornata di viaggio.

Ultima modifica: 18 luglio 2019