Vantaggi e svantaggi del carrello portabarca usato

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Con l’arrivo della stagione più calda è giunto il momento di informarsi per chi che possiede una barca, o decide di acquistarne una, se fosse meglio acquistare il carrello portabarca nuovo o se invece ci si può “accontentare” anche di uno usato?

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi dei carrelli portabarca usati?

Il vantaggio più immediato, ovviamente, è il prezzo: acquistando un carrello usato si possono risparmiare cifre importanti e questo è senz’altro il richiamo più degno di nota di questa soluzione.

Sul fronte degli svantaggi vanno annoverate principalmente eventuali difformità dei vecchi modelli rispetto alle normative nautiche e stradali sempre in movimento ed evoluzione.

In ipotesi, dunque, potrebbe succedere che carrelli portabarca che erano perfettamente a norma quando vennero prodotti, potrebbero non esserlo più una volta messi sul mercato dell’usato. Questo soprattutto a causa dell’incessante progresso nelle tecnologie informatiche e dei materiali. Una prima raccomandazione, da questo punto di vista, potrebbe essere quella di non puntare su modelli troppo vecchi. È chiaro che più il carrello è obsoleto e meno si spende, ma si tratta di un risparmio che potrebbe essere vaporizzato al primo controllo della polizia stradale (con relativa multa).

Prima di mettere mano al portafogli, dunque, è bene accertarsi per bene circa le specifiche tecniche del mezzo e verificare che esse vadano d’accordo con le prescrizioni del codice della circolazione e con le direttive delle capitanerie di porto.

Carrelli portabarca: cosa sono e che cosa guardare

Il carrello portabarca, lo dice il nome, servono a trainare in sicurezza barche o gommoni. Il codice della circolazione stabilisce che il peso dei rimorchi e delle barche rimorchiate non deve superare quello del mezzo che effettua il traino, compreso quello del guidatore.

Il consiglio pertanto è dare un’occhiata al libretto di circolazione della macchina: la “massa rimorchiabile” che viene indicata usualmente è uguale al peso dell’auto, spesso un po’ inferiore, ma non è mai superiore.

È chiaro che più pesante è l’imbarcazione da trainare, più pesante e solido deve essere il carrello: scegliere un carrello meno robusto solo perché si risparmia un po’ potrebbe rivelarsi una scelta di cui potreste pentirvi amaramente.

D’altra parte è perfettamente inutile, anche, scegliere un carrello troppo massiccio e quindi pesante: il limite è quello segnato sulla carta di circolazione e non può essere oltrepassato.

Se non avete sotto mano la carta, potete accertarvi della massa trainabile andando sul sito del produttore della vostra automobile.

Un altro elemento da considerare, infine, è la larghezza. Il carrello portabarca, da norma generale del codice della circolazione, non può superare i due metri e cinquanta di larghezza. Questa misura può essere oltrepassata dagli specchietti, ma questi debbono essere ripiegabili.

Ultima modifica: 8 maggio 2019