I vantaggi ambientali del ridurre i mezzi Euro zero

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“Una svista”: quando a marzo è uscita la nuova normativa del cosiddetto Ecobonus, ovvero gli incentivi per chi rottama un’auto vecchia e inquinante, non è sfuggita ai più una clamorosa mancanza e cioè il fatto che se nel novero degli incentivi erano incluse le auto 1, 2, 3 3 4 non veniva fatto alcun cenno alle auto più vecchie in assoluto nel parco auto italiano le cosiddette Euro Zero. Quell’Euro zero era stato dimenticato nella bozza del provvedimento.

Euro zero, le uniche auto ancora non catalitiche

La cosa è stata immediatamente fatta notare a Governo e Parlamento che si sono messi al lavoro per variare la legge e anche se con le solite lungaggini e qualche incertezza, oggi possiamo dire che anche le auto Euro 0 sono inserite nel cosiddetto Ecobonus. Stiamo parlando delle auto non catalizzate, quelle che in teoria dovrebbero ancora “bere” la vecchia super senza digerire la cosiddetta verde.

È ancora da capire se è come questo Ecobonus stia funzionando: se la stragrande maggioranza delle città, Milano in testa, continua a spingere per una riduzione del traffico inquinante e un ampliamento delle aree chiuse, è un dato di fatto che il mercato automobilistico in Italia abbia segnato una stasi soprattutto per via di una crisi e di un clima di incertezza generalizzata.

L’Ecobonus sempre più rivolto alle auto economiche ed elettriche

La logica dell’Ecobonus comunque in questi ultimi anni sta andando sempre di più verso un premio a chi sceglie macchine ibride ed elettriche indipendentemente dal fatto che decida di rottamare veicoli vecchi. Diciamo che il Governo italiano ha demandato questo tipo di intervento soprattutto alle case automobilistiche che a loro volta stanziano moltissimi soldi in campagne commerciali offrendo incentivi (superottamazione) e altro a chi lascia definitivamente i vecchi modelli. Oggi l’Ecobonus dice che per l’acquisto di auto ecologiche si risparmiano 6mila euro con una rottamazione (indipendentemente dalla sua classe da Euro 0 a Euro 4) o 4mila euro senza rottamazione.

Questo se il veicolo che scegliamo produce meno di 20 g/km di polveri. Il contributo scende a 2500 e 1500 euro se le emissioni del veicolo che acquistiamo salgono fino a 70 g/km. Se l’auto costa più di 45mila euro non si può accedere a nessun bonus, nemmeno se si parla di auto elettrica: Tesla, Jaguar, Porsche, Audi Tron… tutte escluse. Confermato il tetto di 70 milioni di contributi per i prossimi due anni. Da sottolineare un’ulteriore iniziativa rivolta a proprietari di esercizi commerciali, in particolare distributori, supermercati e alberghi: una detrazione d’imposta del 50% (fino a un massimo di 3mila euro, non moltissimo) per chi realizzerà colonnine per l’approvvigionamento elettrico di auto e moto.

Ultima modifica: 4 luglio 2019